Sarà l’unico film italiano in concorso per la Palma d’Oro al prossimo Festival di Cannes, che prenderà forma dal 16 al 27 maggio nella consueta quanto accogliente atmosfera della Côte d’Azur. Reality, questo il titolo definitivo (in precedenza regista, produzione & Co. avevano optato per Big House) del nuovo film di Matteo Garrone, cineasta romano che, parlando di Napoli, napoletanità e Camorra, aveva, nel 2009, ottenuto un ampio, quasi unanime consenso (di critica e pubblico) e un meritato riconoscimento (Gran Prix du Jury) con il suo Gomorra, tratto dall’omonimo best-seller di Roberto Saviano.

Garrone rinchiude il tutto tra le mura precarie della scatola catodica, sondando le illusioni, le false speranze e i sogni di cartapesta del mondo delle celebrità, tra reality-show e sfilate dell’apparenza. La pochezza morale di un certo lato del mondo dello spettacolo, la volgarità senza riscatto del Grande Fratello, figlio del post-berlusconismo, che trova le sue radici nella rivoluzione/involuzione cavalcata negli anni ’80, quelli del trashone che faceva pendant alla commedia sessuo-pecoreccia dei Vitali e delle Fenech, quelli dell’inizio del declino, dell’edonismo vacuo che sbarcava il lunario.

Un tuffo nel mondo dei contemporanei reality-show e della fama posticcia, fragile, che ricorda a tratti, dal punto di vista tematico, Somewhere di Sofia Coppola (premiato ingiustamente col Leone d’Oro al Festival di Venezia grazie alla ‘marchettona’ dell’ex-fiamma Tarantino), ma che se ne distanzia stilisticamente, affermando il proprio punto di vista lucido, esperto, coinvolto, interno, di chi con quel mondo, talvolta pienamente, talvolta di sguincio, ha avuto spesso a che fare.

Dopo Gomorra, il regista romano tenterà così di ammaliare il cinefilo pubblico che affollerà la Croisette fra poco più di una settimana (ed RL sarà presente fisicamente per parlarvi della kermesse nel dettaglio), concorrendo per il massimo premio a fianco ad un’entusiasmante selezione di pellicole, sulle quali Monsieur Moretti e giuria esprimeranno il loro atteso giudizio. Appuntamento made in Italy al Grand Palais.

© Rivoluzione Liberale

 

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