Per un momento si è pensato ad un Premier al limite fra lo spavaldo e l’aggressivo, che a furia di bisbigliare e digrignare fra i denti tutta la sua insofferenza verso i partiti, alla fine ha alzato troppo la voce e il risultato è stato che lo hanno sentito tutti, ma proprio tutti. Chissà, magari inconsapevolmente era ciò a cui bramava Monti. L’Esecutivo butta il naso fuori dall’Italia per respirare un po’ di aria buona e per evitare di intossicarsi con i fumi delle macerie post-amministrative che hanno lasciato sul campo morti e feriti gravi. Ma respirare aria salubre in Europa in questo momento è dura anche per il Premier.

Governo e partiti politici vivono una situazione da separati in casa: condividono lo stesso tetto, evitano di azzuffarsi nel ricordo di un sentimento che pure c’è stato, si sopportano, ogni tanto tirano fuori qualche vecchia questione tanto per polemizzare, bisticciano, si accusano, poi si placano, fanno a gara a darsi le colpe, e infine chiamano l’amico per sentirsi dare ragione. Le battutine di Monti non sono piaciute per niente al Pdl, tanto per fare un esempio, e il Cavaliere sebbene all’inizio abbia mostrato il suo lato facinoroso, in un secondo momento ha scelto la via della razionalità: calma e gesso.

C’è un’insostenibile leggerezza nell’essere quello che non si è, ecco perché tutti vorrebbero far saltare il banco e le cattedre con tutti i professori sopra: per stare al posto loro. Il Pdl, come detto, cerca accordi e mediazioni per irrobustirsi dopo i lividi elettorali, al Pd  prudono le mani, a Grillo non ne parliamo. Sono tutti nervosi ma sanno che non è il momento per le alzate di testa.

La lettera di Monti a Napolitano è servita per ribadire concetti già espressi: la volontà di finire il mandato c’è, nonostante le intimidazioni dei partiti, ma anche in questo caso lo scudo sacro protettivo del capo dello Stato dovrà essere alzato spesso e di più anche nei mesi a venire.

Poi, alcune precisazioni: “E’ ovvio che ci importa molto dei partiti’ – ha detto Monti – ma non ci vedrete mai fare cose che i partiti ci chiedono di fare o che ci chiedono di non fare; i partiti sono ovviamente coloro che portano i voti in Parlamento per le nostre misure, che danno suggerimenti, critiche che noi sempre prendiamo in considerazione. E’ ovvio – dice Monti – che ci importa molto dei partiti e non potremmo vivere senza di loro. Detto questo – ha precisato – non ci vedrete fare cose che non siano nell’interesse del Paese perché ce lo hanno chiesto i partiti o non farle perché i partiti ci chiedono di non farle”.

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