La Procura di Nocera Inferiore (Salerno) ha aperto due giorni fa un fascicolo contro ignoti per il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato. La polizia postale ha ricevuto il mandato di accertare su quali siti, inneggianti a Beppe Grillo, siano comparsi commenti, invettive (o peggio) che possano configurare il reato. Tutto nasce dal commento di Napolitano, l’8 maggio scorso, al risultato del primo turno delle Amministrative. Il Presidente, davanti all’affermazione elettorale dei ‘grillini’, aveva detto: “Di boom ricordo solo quello degli anni ’60 in Italia, altri boom non ne vedo”. Una battuta che Grillo aveva duramente contestato dal suo blog, subito ripreso dalla Rete, che si era scatenata in commenti sulle invettive del leader 5 Stelle contro il Colle. La polizia postale lavorerà su quei commenti all’indirizzo di Napolitano, ritenuti oltraggiosi, pubblicati su siti internet di natura politica, social network e blog.

Non è la prima volta che l’ormai ex comico genovese gettatosi con metodi e linguaggio di dubbio gusto nell’attività politica, si scaglia contro il nostro Capo dello Stato. Il quale, come si conviene alla sua statura istituzionale e umana, si è sempre guardato bene dall’alimentare polemiche che di certo non tornano utili al Paese in un momento tanto delicato. Ma come detto, questa volta Grillo ha esagerato. La frase giustamente ‘incriminata’ è quella in cui l’‘agitatore di folle’ che fino a dieci anni fa era bravo a strapparci più d’un sorriso, ‘prometteva’ al Presidente che, “tra un anno ti riposerai”. Nessuna replica da parte di Napolitano, ma reazione dei giudici che hanno appunto aperto un fascicolo sull’accaduto.

L’Inquilino del Quirinale è invece assai più impegnato nel tentativo di aprire gli occhi e, se possibile, incoraggiare gli italiani, a proposito del difficile momento economico e, di conseguenza, sociale, che sono costretti ad affrontare. Ieri mattina, incontrando i giornalisti all’uscita della Borsa di Milano dove ha ascoltato la preoccupata relazione del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, Napolitano ha affermato che è “stato un anno abbastanza brutto ma ci sono le condizioni per venirne fuori. Fiducia!”. Il Presidente della Repubblica ha replicato così alla stampa che gli chiedeva se anche per lui quello passato sia stato un’annus horribilis. “Di annus orribilis ne ho visti più di uno nel corso della mia lunga esperienza. Certo è stato abbastanza brutto, quest’ultimo. Però ci sono le condizioni per venirne fuori”.

Visti i tempi risicati, inoltre, sabato scorso Napolitano ha voluto fare il punto sulla situazione a Palazzo Chigi. La riforma della Costituzione ha un iter obbligato, la doppia lettura prevista dall’art. 139 impone una ferma volontà politica che è tutta da verificare dopo lo scossone delle amministrative su Terzo Polo e Pdl. Il Capo dello Stato cerca di evitare che torni in un cassetto anche quel pacchetto di modifiche alla Costituzione che al Senato sembra a buon punto, ma capisce anche che le fibrillazioni interne a molti partiti non facilitano certo l’iter. Forse anche per questo motivo Napolitano ha preferito il Governo come ‘relatore’ sullo stato dell’arte. All’incontro c’era – ovviamente – il presidente del Consiglio Mario Monti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e i ‘tecnici’ legislativi del Quirinale. Napolitano ha voluto sapere esattamente, da un osservatore ‘terzo’, come stanno davvero le cose e quali riforme possono realmente essere realizzate. Il Presidente da mesi incalza i partiti sulle modifiche alla Costituzione e sulla riforma della legge elettorale e il risultato delle Amministrative,  l’ha convinto ancora di più che serve un segnale di ‘autoriforma’ della politica.
Il problema è che l’esito del voto ha anche reso più difficile il dialogo, come dimostra anche la trattativa sulla legge elettorale: di fatto, dopo mesi d’incontri tra i ‘tecnici’ dei partiti, si è quasi tornati al punto di partenza. La ‘bozza Violante’, messa a punto con fatica e, in realtà, ancora indefinita sui punti-chiave, sembra essere stata accantonata. I partiti stanno cercando di rivedere le proprie strategie in vista delle elezioni politiche del 2013 ed è inevitabile che il dibattito sulle riforme vada in stand by. Tutti segnali che non possono non preoccupare il Presidente.

Per questo l’incontro di Napolitano con il Governo viene letto, da diverse fonti parlamentari, come un’ennesima esortazione ad andare avanti rivolta ai partiti. Il Capo dello Stato non ha poteri di supplenza, né il Governo può sostituirsi al Parlamento. Ma Napolitano sembra intenzionato a usare fino in fondo l’arma della moral suasion nei confronti delle forze politiche, per evitare che le riforme vengano rinviate ancora una volta. Per sperare di portare a termine il lavoro serve che la prima lettura sia completata prima della pausa estiva. E Napolitano sa bene quello che nei corridoi del Parlamento si ripete: se non si fa la riforma della Costituzione, sarà molto improbabile anche la modifica della legge elettorale.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Il Capo dello Stato é una delle poche figure di buon senso e di integritá a cui gli Italiani possono guardare con fiducia e il suo ruolo e la sua azione, in tempi di profonda crisi della politica, sono quelli che piú permettono di sperare in una uscita dal tunnel.. L’opinione pubblica, nella sua grande maggioranza, lo sa e lo sente e nessun Presidente ha avuto da noi tanti consensi dopo Pertini. Le sbavature dei Grillo e compagnia (come in qualche circostanza Di Pietro e i leghisti) non possono neppure sfiorarlo, e il Presidente fa bene a non raccoglierle, perché non puó scadere al loro livello. E consiglierei anche a qualche zelante Procura della Repubblica di lasciar perdere. Viviamo in democrazia, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, finché non si tratta di ingiurie gravi o calunnie (dire al Presidente che tra un anno si riposerá, nonostante l’intenzione sarcastica, non é reato). Per loro vale sempre il detto dantesco: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa.”

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