“Il Paese si trova a dover affrontare un altro sanguinoso attacco eversivo alla convivenza civile”. L’ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – in occasione della cerimonia di commemorazione del professor Massimo D’Antona, a tredici anni dal barbaro assassinio – a proposito del micidiale attacco avvenuto alle 7,45 circa a Brindisi, davanti all’Istituto professionale ‘Francesca Laura Morvillo Falcone’, dove è stato fatto esplodere un ordigno composto da tre bombole di gas collocate su un muretto vicino a un cancello secondario della scuola. L’esplosione aveva ucciso una studentessa di sedici anni, Melissa Bassi e coinvolto in modo grave altre sue compagne che si stavano recando all’interno dell’istituto. Napolitano, da subito, aveva lanciato un “appello alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva”.

L’Inquilino del Quirinale, inoltre, aveva espresso il suo “profondo dolore per la perdita della giovane vita di Melissa stroncata dal barbaro attentato di questa mattina a Brindisi, per le gravissime condizioni di Veronica e per le ferite riportate da altre ragazze dell’Istituto professionale intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Nello stringersi con affettuosa solidarietà ai famigliari e alla comunità scolastica – ha messo nero su bianco il Quirinale – il Capo dello Stato auspica e sollecita il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile”. E “rinnova, nello stesso tempo, l’appello alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva”. Riguardo, invece alla commemorazione di D’Antona, Napolitano aveva affermato di volersi unire “al commosso ricordo della sua autorevole figura di giuslavorista impegnato nelle istituzioni e con il sindacato per dare un valido sbocco normativo ai processi di innovazione delle attività produttive e di trasformazioni nel mondo del lavoro. E’ importante, tanto più oggi che il Paese si trova a dover affrontare un altro sanguinoso attacco eversivo alla convivenza civile, rendere omaggio e rinnovare la memoria di quanti – come D’Antona – hanno contribuito a rinsaldare la coesione sociale. In questo spirito sono vicino ad Olga, ai famigliari e a tutti i presenti con sentimenti di solidarietà e gratitudine”.

Un fine settimana funesto per il nostro Paese, che s’è trovato a fare i conti, domenica notte, col pauroso terremoto che ha colpito in particolare alcune zone dell’Emilia Romagna, causando sei vittime, decine di feriti e crolli che hanno costretto – e tuttora costringono – migliaia di persone (gli sfollati nelle ultime ore sono saliti a 4mila) a dormire in macchina o nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile, con l’aggravante del maltempo delle ultime ore. Il Capo dello Stato, appresa la “drammatica notizia dell’evento sismico” ha seguito l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione civile e le Prefetture competenti. Lo ha fatto sapere una nota del Quirinale. “Il Presidente ha chiesto ai Prefetti di esprimere la propria solidarietà alle comunità coinvolte e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, rappresentando al tempo stesso il suo vivo apprezzamento a chi è impegnato sul territorio nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza”.

Mercoledì scorso, inoltre, Napolitano si è recato a Tunisi per ribadire che l’amicizia fra l’Italia e lo Stato africano “non è solo parole, ma atti concreti” e per confermare la vicinanza tra i due Paesi. Cosa che si può tradurre, anche se forse sarebbe troppo riduttivo, in aiuti in quei settori che per i tunisini sono importanti. Quindi non solo investimenti (sono centinaia le aziende italiane presenti in Tunisia, con il punto di forza del tessile), ma anche sicurezza, anche cooperazione mirata allo sviluppo armonico di un Paese in cui la presenza italiana è antica e radicata e, spesso, anche necessaria. Il Presidente della Repubblica, nel corso delle dichiarazioni rese alla stampa al termine del colloquio con il suo omologo Moncef Marzouki, ha espresso ammirazione “per l’anelito di libertà e di democrazia che ha attraversato i Paesi arabi, a cominciare proprio dalla Tunisia. Siamo veramente di fronte a una nuova realtà che si è riassunta nell’espressione di ‘primavera araba’. E’ molto importante che qui, in Tunisia, dalla fase di libera manifestazione di queste profonde aspirazioni alla libertà e alla democrazia si sia passati già alla costruzione di una nuova realtà istituzionale, politica e civile. Crediamo che, in questo senso, l’esempio della Tunisia sia molto incoraggiante per tutti i Paesi arabi che hanno condiviso le rivoluzioni dell’ultimo anno”.

Il Capo dello Stato ha anche fatto riferimento al dramma “di famiglie tunisine che hanno perduto i loro cari in quelli che dovevano essere i viaggi della speranza verso l’Italia e verso l’Europa ma che troppe volte sono diventati i viaggi della morte. Vogliamo che ci sia cooperazione tra i due Paesi attraverso i canali di un’immigrazione legale e regolata; ma, anche di fronte agli arrivi d’immigrati illegali, abbiamo sempre dato la priorità al nostro impegno per la salvezza delle vite umane. Vogliamo anche dare il nostro contributo, nella massima misura possibile, per l’ansia delle famiglie di poter ritrovare i loro congiunti che risultano dispersi”.

Infine, ieri mattina al Palazzo del Quirinale, si è svolta la cerimonia di consegna dei Premi ‘Presidente della Repubblica’ dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia Nazionale di San Luca e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sono intervenuti il Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, professor Bruno Cagli, il Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, maestro Guido Strazza e il Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, professor Lamberto Maffei. Nel corso della cerimonia il Capo dello Stato ha consegnato il Premio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’anno 2011 alla Fondazione Campus Internazionale, il Premio dell’Accademia di San Luca per l’anno 2011 al professor Aurelio Cortesi e il Premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei al professor Sergio Doplicher. Napolitano ha inoltre consegnato la borsa di studio in memoria del maestro Goffredo Petrassi al maestro Pasquale Corrado e la borsa di studio in memoria del maestro Giuseppe Sinopoli al maestro Alessandro Taverna. Erano presenti il Presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta, il Questore del Senato della Repubblica, Angelo Maria Cicolani, il Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, Emilia Grazia De Biasi, il Sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roberto Cecchi, e altre autorità politiche e del mondo della cultura.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI