Il 18 e 19 maggio scorsi la tradizionale residenza di campagna degli inquilini della Casa Bianca a Camp David è stata teatro del summit cui hanno partecipato i Capi di Stato e di Governo degli otto paesi più industrializzati al mondo, il cosiddetto G8.

Le mediazioni, il dialogo tra i partner e le scelte messe in campo descrivono il successo del summit che sancisce una svolta nell’approccio alla crisi. Tra le novità del G8: il varo di  una doppia strategia basata su risanamento delle finanze pubbliche e promozione della crescita per rilanciare l’economia e creare occupazione e la fine dell’asse franco-tedesco sull’austerità costi quel che costi.

Nel documento finale  si legge, infatti, che ”i paesi del G8 intendono intraprendere tutti i passi necessari per rafforzare l’economia e combattere le tensioni finanziarie” e si precisa che ”ogni paese, a seconda di esigenze e possibilità, dovrà trovare un equilibrio tra l’attenzione alla spesa e il rilancio dell’economia”. L’obiettivo resta quello di ”promuovere la crescita e l’occupazione”

”Francia e Germania non sono su sponde diverse – ha però affermatola CancellieraAngelaMerkel in conferenza stampa – perché risanamento e crescita sono due lati della stessa medaglia”.

A riprova della ritrovata autorevolezza dell’Italia in campo internazionale, Mario Monti è stato uno dei protagonisti principali del G8 anche con la sua relazione introduttiva del summit su invito dello stesso Obama. Il tecno-premier ha dichiarato poi che ”l’Italia ora e’ in regola e può chiedere con forza che venga rispettata anche la dimensione della crescita”, ha voluto evidenziare la ”convergenza molto forte” con il neopresidente francese Hollande e ha enfatizzato il ruolo svolto da Obama nel creare un clima easy particolarmente costruttivo e distante da quello dei vertici europei definiti ”ingessati, e non sempre positivi”.

Le linee di indirizzo stabilite oltreoceano sono state ribadite durante il Consiglio europeo di mercoledì 23 maggio in cui si è discusso di importanti misure di stimolo alla crescita economica quali projectbond (strumenti di debito atti a finanziare infrastrutture europee), eurobond (titoli di debito europei) e golden rule (la possibilità di escludere dal conto del deficit determinati investimenti strutturali).

Al momento però, nessuna decisione definitiva è stata ancora presa. Speriamo che la sensazione che il vento stia cambiando sia sufficiente a rassicurare i mercati finanziari scacciando i timori legati alla possibile uscita della Grecia dall’euro.

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