Mentre in quel di Chantilly, nei pressi di Washington, gli adepti di Bildeberg 2012 stanno appassionatamente decidendo le sorti del mondo – e del presidente degli Stati Uniti d’America in particolare (pare infatti che l’abbronzato Obama non piaccia più a finanza e poteri forti) – in Francia pennivendoli e apprendisti vari sono concentrati sull’allontanamento della biondissima Laurence Ferrari, giornalista-vedette del 20 heures di TF1, che non ha ancora trovato una seria e confortevole sistemazione, nonostante, secondo le ultime indiscrezioni, sia dato per certo un suo passaggio a Direct 8, alla guida di un talk-show politico.

Côté politico, i francesi si preparano alle legislative senza troppa dedizione. Da una parte perché sfibrati da una campagna presidenziale mai così intrisa di chiacchiere da bar, pettegolezzi, scandali e colpi bassi di ogni sorta (memorabile, in negativo, quando il “bullo” Sarkozy e il “normale” Hollande si sono reciprocamente punti sulle rispettive, sgradevoli amicizie: Berlusconi da una parte, Strauss-Kahn dall’altra), dall’altra perché il sole stenta a farsi largo nell’Île-de-France e le spiagge roventi della Costa Azzurra stanno, giorno dopo giorno, riempiendosi di euforia e desiderio di evasione.

Certo Saint-Tropez non è più quel grazioso villaggio di pescatori che Roger Vadim catturò con la sua smaliziata macchina da presa in E Dio creò la donna, film di lancio dell’esplosiva dagli occhi cerulei Brigitte Bardot, né tantomeno quella solare cornice che diede la benedizione al gendarme Louis de Funès in Una ragazza a Saint-Tropez, ma mantiene sempre quel suo fascino incontestabile, che non smette di ammaliare, anno dopo anno, fior fiori di innamorati e viveurs.

E magari, nel mese di agosto, anche il buon Hollande ci farà una capatina, per trovare un attimo di sollazzo, staccando la spina dal vortice di appuntamenti diplomatici interni ed esterni che lo vedono impegnato fin da ora. Con la certezza che il tragitto Paris-Côte d’Azur sarà compiuto in treno! Ah, la sobriété…

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