Il countdown è cominciato. L’avvicinarsi dell’estate, ultima pausa prima dell’inizio della campagna elettorale per il 2013, fa segnalare i primi fermenti politici. Già, perché benché la campagna elettorale per le politiche inizierà ufficialmente trenta giorni prima della data stabilita (presumibilmente, a meno di colpi di scena, si voterò tra aprile e maggio 2013), considerata la situazione politica, sarà necessario incominciare molto prima.

Ovviamente la Lega, ingoiata dagli scandali degli ultimi mesi è il partito che più cerca qualche salvagente  per non annegare definitivamente.

Così, tra le varie dichiarazioni che vengono rilasciate ogni giorno, c’è n’è una dal sapore nostalgico. Maroni, conscio della nuova situazione, sembra strizzare l’occhio ad Alfano, l’altro segretario del partito (il Pdl) uscito fortemente ridimensionato dalla tornata elettorale amministrativa. Viene paventata la possibilità di una ritrovata alleanza, adesso che i rispettivi sovrani sono stati detronizzati – uno per “congiura”, dicono alla lega, e l’altro nel tentativo propagandistico di plasmare uno “pseudo” successore – sembra possa tornare a brillare la vecchia fiamma della “sacra” alleanza.

Ma se questo sembra solo il remake di un vecchio film, le dichiarazioni successive di Maroni sembra abbiano quasi il voluto scopo di confondere i cittadini. Prima strizza l’occhio ad Alfano affermando: “ho un ottimo rapporto con lui”, poi aggiunge ” se appoggiano Monti fino al 2013 saranno difficili alleanze”. Intanto, per rassicurare i diffidenti del sistema “primo repubblicano” si affretta a dichiarare che la Lega non ha paura di correre da sola, ma per non rischiare poi neanche troppo paventa l’ipotesi di non candidarsi in Parlamento. Insomma come a dire che la Lega piglia tutto e va dove tira il vento.

E’ però probabile che questa ipotetica alleanza abbia riacceso la luce negli occhi di Angelino Alfano. Il Pdl ha provato a caro prezzo sulla sua pelle l’esperienza di correre da solo e la bruciatura ha lasciato sicuramente una profonda cicatrice. Perciò è probabile che il partito possa muoversi nella direzione di riconquistare la nuova Lega maroniana. Dall’altra parte però in via Bellerio aspettano di capire quale siano le sorti dell’inchiesta anche se oramai, dopo i congressi federali, Bobo Maroni si è assicurato la segreteria federale piazzando i propri uomini in Lombardia e Veneto (rispettivamente con Salvini e Tosi).

È palese che i due maggiori partiti di centrodestra, vista la situazione attuale, puntino ad una rinnovata alleanza che ripercorra i fasti del passato. Ma se Maroni è ormai riuscito a diventare il capo assoluto della Lega eliminando tutti i concorrenti, il delfino designato del Cavaliere deve ancora vedersela con l’infinito correntismo pdiellino che intrappola il movimento in una guerra intestina immobilista.

Sicuramente gli ammiccamenti da una parte e dall’altra continueranno, tutt’e due sanno che da soli non possono nemmeno sperare di correre per il governo del paese, ma è ancora da definire come sarà la Lega del futuro, quale strada prenderà per presentarsi alle elezioni del 2013.

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