La RAI non può restare nell’attuale situazione di stallo, tra proroga di assetti ormai insostenibili ed improbabili velleità riformatrici, sempre caratterizzate da un’ansia famelica di lottizzazione  politica,.

I liberali, che ribadiscono la propria preferenza per una completa privatizzazione,  sono convinti tuttavia che, quanto meno,  andrebbe  separata  nettamente una rete , da destinare esclusivamente al Servizio Pubblico (che deve restare di proprietà dello Stato e vivere di solo canone), dalla parte commerciale ( che andrebbe  messa sul mercato e vivere di sola pubblicità). In considerazione degli attuali precari equilibri politici in continua evoluzione, solo un CdA esclusivamente tecnico potrebbe essere funzionale a questo obiettivo, da perseguire attraverso fasi successive nel tempo.

Per uscire dall’attuale stallo, senza pregiudicare le spinte riformatrici, è necessario quindi procedere, secondo la legge attuale, al rinnovo del CdA, scongiurando una nuova lottizzazione e  chiamando a comporlo energie tecniche interne all’azienda, che possano garantire alla RAI sufficiente indipendenza ed efficienza manageriale, nell’attesa che il futuro Parlamento, sia in grado di trovare una soluzione legislativa per mettere al riparo dalle influenze della  casta politica  la più importante azienda informativa del Paese, che dovrebbe riassumere anche la funzione culturale, che pure ha avuto in passato completamente perduta negli ultimi anni.

Se si dovesse andare in questa direzione, i liberali non faranno mancare il loro contributo propositivo, sia per quanto riguarda il necessario processo di trasformazione della struttura, che  per individuare un nuovo indirizzo culturale e per la indicazione di personalità, adatte sotto il profilo dell’esperienza e delle qualità personali, a condurre la delicata fase di rinnovamento.

© Rivoluzione Liberale

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