“Il centralino della presidenza del Consiglio riceve una telefonata. Dall’altra parte una voce un po’ baritonale e imponente dice in inglese: Salve amico. Ai em Obama, the president. I uont tu spic uiv Mario. Il centralinista di Crotone poggia il resto del panino con la nduja che stava mangiando e dice: Chi? Scusi non capisco. Che lingua è? Prema 1 per l’italiano, 2 per il calabrese, 3 per i non udenti, 4 per i non vedenti. Obama non capisce: uot? Allora si ricorda che il suo usciere è siciliano. Lo fa chiamare e dopo un quarto d’ora e svariati dollari di chiamata, finalmente il centralinista gli passa Mario. Ciao Mario, come stai? Sai, pensavo che dobbiamo trovare insieme il ‘punto G’. Mario, che non ha capito di che ‘punto G’ si parli, resta sorpreso. Barak, sorry, forse non hai notato che io non sono Silvio. Barak ride. Ma no, Mario io parlavo del ‘punto G8’. Volevo ridurlo a 4. Che ne pensi? I preliminari sono sopravvalutati. Mario è sempre più confuso. Aspetta un momento Barak. Vado a chiamare Passera. Lui ne sa più di me. Arriva Passera e prende il telefono. Dall’altro capo silenzio. Presidente, presidente, dove è finito? Eccomi eccomi, stavo parlando con Angela del ‘punto G’. Anche lei era sorpresa, ha detto di non averlo mai trovato. E lì, Passera comincia a ridere. Mario lo fulmina con lo sguardo. Che ti ridi, blasfemo.

Mentre il centralinista di Crotone sta prendendo il caffè corretto, riceve un’altra telefonata: è Schifani, dal Senato. Mi spiace, ma Mario, oh scusi, il presidente sta al telefono cu chille abbronzato. E si mette a ridere come un matto. Schifani dall’altro capo non emette verbo. È disorientato, come l’elettorato del Piddielle. Poi si schiarisce la voce e dice: lei è salito sull’Aventino dell’astensionismo perché non capisce più che cosa vogliamo, perché non vede più nel Pdl né la coerenza né l’affidabilità. E lì il povero calabrese si arrende e passa la telefonata a Elsa. Ministra mi scusi, c’è il presidente del Senato al telefono: ha detto che sta per salire sull’Aventino perché non è coerente. Io non ho ben capito, glielo passo. Elsa, che a quell’ora sta stirando il foulard di Hermès che le hanno regalato alla prima comunione, seccata risponde: mi dica. Schifani è irritato, vuole parlare con Mario, non con la sua imitazione.

E allora il caos mise ordine a tutto. Obama disse a Schifani pensando di parlare con Mario: devi mandare a farsi fottere quei cialtroni di PDL. Schifani disse: come osa? Poi intervenne Elsa e disse, c’è Angela che cerca il ‘punto G’. Passera sta chattando con Michelle Obama su Meetic, insomma un disastro.

All’improvviso un silenzio irreale. Arriva davanti a Mario un ufficiale dell’UCAS Ufficio Complicazione Affari Semplici e dice: presidente, siamo intercettati. Il nemico ci ascolta, sul ponte sventola bandiera bianca. Qualcuno che ha assistito alla scena mi ha raccontato che per dividerli – Mario lo voleva strangolare – hanno chiamato i parà della Folgore.”

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