Lo scorso 5 giugno è stata celebrata la quarantesima Giornata mondiale dell’Ambiente. Le manifestazioni internazionali si sono incentrate sulle aree di intervento in cui la Green Economy può essere volano di crescita economica e fonte di sviluppo sostenibile: dalle costruzioni (per realizzare edifici che non incidono pesantemente sull’ambiente) alla pesca (sottolineando l’importanza di sostenere una pesca sostenibile), dalle foreste (con consigli pratici, come utilizzare documenti elettronici in luogo della carta) ai trasporti (preferendo evitare di viaggiare da soli in auto).

Il centro delle manifestazioni è il Brasile dove dal 20 al 22 giugno, vent’anni dopo lo storico Summit della Terra del 1992, si svolgerà la conferenza Rio+20 sullo sviluppo sostenibile voluta dalle Nazioni Unite.

La centralità strategica dell’economia verde è stata sottolineata anche dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon che a questo proposito ha dichiarato: «Dobbiamo lasciarci alle spalle il mito che economia e benessere ambientale sono in contraddizione. Rio+20 rappresenta l’opportunità per convincerci che valutare lo sviluppo e il benessere solo con il PIL è ormai inadeguato».
La Conferenza internazionale ha l’obiettivo ambizioso di costruire un nuovo assetto per lo sviluppo globale e per l’umanità attraverso uno sforzo congiunto da parte dei governi e della intera società civile, identificando un nuovo paradigma di crescita economica socialmente equa e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Il Summit sarà incentrato su due temi principali. Da un lato “Economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e riduzione della povertà” per fronteggiare le principali minacce globali come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la desertificazione e l’esaurimento delle risorse naturali, avendo come punto di riferimento la promozione del benessere sociale ed economico della collettività. Dall’altro, la definizione di un “quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile” che possa fungere da schema di riferimento al sistema di governance globale.

E’ auspicabile l’avvio di un processo che porti alla “Terza rivoluzione industriale” fondata sui cinque pilastri individuati dal Rapporto Italia 2012 di Eurispes: energie rinnovabili ed efficienza energetica, green building e trasporto elettrico o a idrogeno, protezione internazionale dei grandi assorbitori di CO2 (foreste e oceani) e promozione dell’agricoltura sostenibile diffusa.

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