Siamo sempre stati conosciuti come il BelPaese. L’Italia ha meritato questo appellativo in virtù del suo clima mite, dei suoi paesaggi naturali, della sua cultura e della sua storia.

Tempo fa, qualcuno auspicava un periodo di grandi riforme che rendesse il nostro un Paese normale. Il tentativo, se mai vi è stato, è rimasto vano.

Credo che oggi, l’ultimo ventennio di antipolitica ci abbia piuttosto reso uno StranoPaese. E come definire altrimenti un Paese governato per anni da un barzellettiere showman che rischia di essere guidato, nel prossimo futuro, da un comico di deriva populista? Un Paese in cui la stragrande maggioranza dei cittadini sopporta sacrifici per pagare il mutuo per l’acquisto della propria abitazione, ingiustamente tassata con l’IMU come se producesse reddito, ed altri invece, più fortunati, si ritrovano proprietari di una casa a loro insaputa? Un Paese in cui molti subiscono la crisi economica ed i partiti godono di un finanziamento che utilizzano per scopi personali? Un Paese in cui la Giustizia non ha i mezzi per dare risposte ai cittadini ed impiega gran parte delle sue risorse in intercettazioni che spesso non portano a nulla se non al clamore mediatico? Un Paese in cui il cittadino è tartassato dal fisco e la grande evasione la fa franca? Un Paese in cui le banche, principali protagoniste della crisi economica mondiale, dettano le regole? Un Paese in cui alcuni magistrati (la minoranza per fortuna) avviano procedimenti penali al solo fine di intraprendere una carriera politica? Un Paese in cui la ricevuta fiscale deve essere chiesta, in cui l’elettore non può votare i propri candidati, in cui chi viola la legge è furbo e chi la rispetta è fesso, in cui a 50 anni si è ancora giovani, in cui non c’è meritocrazia ma raccomandazioni, in cui, per dirla con Catone, i piccoli delinquenti passano la vita nelle carceri (disumane) ed i ladri di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori, in cui la classe dirigente e politica non va mai in pensione ed il nuovo che avanza è un sessantacinquenne che diventa sindaco per la quarta volta?

Siamo uno StranoPaese. Ed allora, assieme a qualche altro milione di italiani, rivendico con orgoglio la mia anomalia, il mio essere libero e liberale, il mio canto fuori dal coro. Alziamo la testa e facciamo nostro l’insegnamento di Tolstoj: se le persone corrotte si uniscono tra di loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso! Torniamo il BelPaese.

© Rivoluzione Liberale

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