Questa settimana la Stampa estera si è occupata di noi prevalentemente in campo economico. La decisione dell’UE di “salvare” le Banche spagnole ci ha posto, nella frazione di un attimo, come la prossima vittima sacrificale, pronta a soccombere e dare un significato pieno a quel brutto acronimo “pigs” del quale la “i” è sempre stata borderline.

Troviamo tante analisi anche sui media asiatici. Il Jakarta Post e Xinhuanet cercano di “capire” dal loro punto di vista, quanto la crisi europea, e soprattutto un eventuale crollo dell’Italia possa colpire i loro mercati, soprattutto Singapore. Tutti concordano nel dire che finché Francia, Germania e Olanda rimangono saldamente in piedi, il contagio sarà impercettibile. Questo è però il loro punto di vista. TF1 da parte sua titola così un suo commento Reprise aux Etats-Unis, croissance molle en France et en Italie (Ripresa negli USA, crescita molle in Francia e Italia), dichiarando che il modo di valutare la situazione di due Paesi come Cina e India è cambiato significativamente, lasciando prevedere anche per loro un rallentamento. Ma gli articoli che più ci hanno colpito sono quello di A. Villechenon di Le Monde che scrive “l’euro ha messo fine allo stato di grazia in Italia”, Paese che soffre di due mali alla volta: la crisi europea e la fossilizzazione nella mancanza cronica di innovazione, su uno sfondo di sistema politico inefficace e quello del giornalista finanziario australiano Alan Kholer, che sul giornale online Smartcompany (seguito molto dagli imprenditori australiani), titola così il suo pezzo alquanto tagliente Forget Spain, Italy is Europe’s real debt trap (Dimenticate la Spagna, è l’Italia la vera trappola del debito dell’Europa). Kholer afferma che l’Italia non sarebbe mai dovuta entrare nell’Euro, e Parigi e Berlino non avrebbero mai dovuto cedere alle pressioni di Prodi e Ciampi. Più pacate e realiste le considerazioni pubblicate su L’Orient-Le Jour, che mirano a “capire” dove andiamo. L’esternazione della Ministra delle Finanze austriaca era quasi “prevedibile” e per ora la nostra posizione rimane di “sorvegliati speciali”, come afferma il Ministro delle Finanze tedesco Schauble (che se la prende forse di più con la riforma delle pensioni di Hollande). Monti chiede ai leader della maggioranza “coesione”, necessaria a “superare la situazione critica e offrire un’immagine di unità all’estero”. Giustissimo, la cosa che ci colpisce è che non ci siano “arrivati” da soli.

Non possiamo non segnalare l’articolo pubblicato su 24heures che punta il dito sulle “demolizioni facili” (secondo alcuni), dei monumenti patrimonio culturale dell’Emilia Romagna, così duramente colpita dal terremoto e che tenta, con tutta la forza che le è rimasta, di rialzarsi. Come scrive JP Géné su Le Monde, “appena sbarazzati da Berlusconi, ecco che gli italiani vengono colpiti da un’altra disgrazia: il recente terremoto che ha scosso la regione di Ferrara e Modena, provocando importanti danni ai depositi di parmigiano reggiano. Ma sappiamo che nell’avversità all’Italia non mancano le idee.” Forse è arrivato il tempo limite per tirarle fuori, o meglio, che ci permettano di tirarle fuori. Lo “Schnell Frau Merkel”, chiesto dal Sole 24 Ore, è un invito che dobbiamo estendere a tutto il nostro establishment.

M. Schields, S.Schrerer, Austrian minister says Italy may need bailout, 13 Giugno 2012.”Alzando la posta in gioco nei confronti della crisi del debito europea, il Ministro delle Finanze austriaco ha dichiarato che l’Italia potrebbe aver bisogno di un Piano di salvataggio (…) incassando una secca smentita martedì dal Primo Ministro italiano.” (…) Monti ha definito il commento della Fekter ‘assolutamente inappropriato’ per un Ministro delle Finanze europeo.” (…)

AFP per Les Echos,Schauble: pas de danger pour l’Italie si la politique de Monti est poursuivie, 13 Giugno 2012.”L’iItalia non sarà in ‘pericolo’ se prosegue la sua politica di rigore e di riforme strutturali intrapresa dal Governo di Mario Monti, dichiara mercoledì al quotidiano La Stampa il Ministro tedesco delle finanze (…) Il Ministro tedesco auspica che il parlamento e l’opinione pubblica continuino a sostenere con forza (…) Da parte sua l’ex commissario europeo ha chiesto ai mercati e agli osservatori di non essere “mossi da clichés o pregiudizi’.” (…)
Reuters per Boursier,”Preoccupato” Monti chiama all’unità italiana, 13 Giugno 2012.”Il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, ha incontrato martedì sera i vertici dei Partiti Politici che lo sostengono in Parlamento ed ha chiesto loro di sostenerlo in modo compatto, per aiutare l’Italia ad uscire dalla tempesta dei Mercati.” (…)

A.Kholer, Forget Spain, Italy is Europe’s real debt trap, Smartcompany, 12 Giugno 2012.”La Spagna è ovviamente al centro dell’attenzione in questi giorni, come conseguenza del piano di salvataggio da 100 miliardi di euro, varato nel weekend, a beneficio delle sue banche, ma il problema più grande per l’Europa è l’Italia, ed è così dall’inizio. Come la Spagna, l’Italia è ora intrappolata a tutti gli effeti nel debito, dove la crescita economica è minore del costo del capitale nazionale. Senza la possibilità di svalutare, l’Italia non ha nessuna speranza di uscirne fuori (…) L’Italia necessita di riforme micro-economiche come le privatizzazioni, la deregolamentazione, la competizione, la liberalizzazione del mercato del lavoro e la riforma delle tasse cosa che ha preso 20 anni all’Australia per essere realizzata (…) Una volta fatto ciò, allora potrebbe essere accolta nell’euro.” (…)

AFP per L’Orient-Le Jour, Zone euro: L’Italie sera-t-elle le nouvea maillon faible?, 12 Giugno 2012.”Dopo il salvataggio delle banche spagnole, gli sguardi si rivolgono all’Italia che alcuni analisti temono essere il nuovo anello debole della zona euro (…) I tassi d’interesse in Italia sono più bassi che in Spagna, segno di una maggior fiducia degli investitori, ma evolvono nello stesso modo (…) Il sistema bancario italiano ha resistito bene e non ha avuto bisogno di misure di salvataggio da quando la crisi finanziaria è scoppiata nel 2008 (…) Le banche non hanno sofferto lo scoppio della bolla immobiliare come in Spagna. Ma il quadro si è incupito da quando l’economia italiana è entrata in recessione alla fine del 2011, e, il mese scorso, Moody’s ha abbassato il rating di 26 banche, tra le più grandi del Paese.” (…)

M. Tan, Spotlight shifts to Italy’s problems, The Jakarta Post, 12 Giugno 2012.”Economisit locali pensano che l’ottimismo sui 100 miliardi di euro come piano di salvataggio per le banche spagnole sarà presto minato da una nuova preoccupazione nei confronti della Grecia e dell’Italia (…) Singapore è più preoccupata dai problemi dell’Italia che della Spagna visto che i due Paesi hanno molti affari in comune, sebbene a livelli bassi (…) Anche l’esposizione al trading finanziario non raggiunge livelli abbastanza alti da portare a grosse perdite in caso di default.” (…)

C. Luan,Italy may be next to request EU bailout, Xinhuanet, 12 Giugno 2012.”L’Italia, la terza economia dell’eurozona, potrebbe chiedere un piano di salvataggio all’UE a seguito della richiesta di aiuto della Spagna del 9 Giugno scorso (…) Le banche italiane, sono più stabili di quelle spagnole, anche perché non sono passate attraverso nessuna bolla immobiliare (…) Ma queste banche possiedono un buon numero di obbligazioni italiane, cosa che aumenterà probabilmente la loro esposizione alla crisi del debito.” (…)

L. Alderman, G. Zampano,Worry for Italy Quickly Replaces Relief for Spain, Business News,11 Giugno 2012.”Le preoccupazioni sono aumentate lunedì sul fatto che l’Italia potesse essere la prossima vittima dell’infezione finanziaria europea, portando investitori nervosi a vendere riserve e obbligazioni italiane estinguendo l’euforia di un weekend passato a trattare il salvataggio delle banche spagnole (…) Sebbene Monti abbia, presso i suoi omologhi internazionali, una solida reputazione di leader capace, a casa sua deve far fronte ad uno stuolo di problemi (…) Il governo Monti è anche imbrigliato dall’aver ereditato una classe politica contraria a qualsiasi cambiamento doloroso.” (…)

A.Villechenon,L’euro a mis fin à l’état de grace en Italie, Le Monde, 11 Giugno 2012.”F. Saraceno, economista presso l’Oservatorie français des conjoncures economiques (OFCE) e specialista dell’Italia, stima che un piano europeo sia necessario per rilanciare la domanda ed far uscire il Paese dalla recessione (…) durante i 30 anni che hanno preceduto l’euro, una gran parte delle risorse del Paese è stata sperperata, soprattutto dalle imprese, che si sono protette dietro alla svalutazione della lira per non abbassare i costi e migliorare la competitività. Ora, l’arrivo dell’euro ha messo fine a questo stato di grazia, facendo tornare a galla tutti i problemi strutturali. Per questo motivo, sono già 15 anni che la crescita italiana è inferiore di quella della zona euro. La politica di austerità non ha fatto che aggravare le cose, sebbene necessaria (…) Per uscire da questa spirale negativa bisognerebbe attuare un piano di rilancio a corto termine – progetto attualmente in corso di discussione – per far ripartire l’economia a corto termine (…) Le PMI, pilastro dell’economia italiana, si lamentano per la burocrazia troppo pesante, per la crisi del credito e per la mancanza di domanda. Di conseguenza, producono e investono meno, perché non sono sicure di vendere.”

B. Bridel,Les “démolitions faciles” créent des remous en Emile-Romagne, 24heures, 12 Giugno 2012.”Mentre la terra continua a tremare in Italia, storici dell’arte e difensori del patrimonio contestano la distruzione degli edifici danneggiati.” (…) L’Aquila si è ritrovata con il ‘nuovo’ di cattiva qualità e l’’antico’ allo stato di abbandono. Una lezione che va tenuta a mente.” (…)

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