La Spagna sarà il quarto paese, dopo Irlanda, Portogallo e Grecia, ad utilizzare un piano di salvataggio europeo, tuttavia la natura del prestito concesso alla Spagna, che dovrebbe ammontare intorno ai 100 miliardi di euro, si diversifica da quello concesso agli altri tre paesi. Per prima cosa la crisi che ha colpito la penisola iberica è diversa rispetto a quella di Grecia, Portogallo e Irlanda; mentre per questi ultimi la situazione di crisi è derivata da un debito pubblico che ha raggiunto livelli insostenibili, la situazione spagnola ha avuto le sue origini da una crisi bancaria.

Le banche regionali, cosiddette cajas, avevano, infatti, investito massicciamente nel mercato immobiliare poi scoppiato e si sono ritrovate a dover raccogliere sempre maggiori capitali per allinearsi con i requisiti bancari internazionali. Sette di queste banche decotte sono state agglomerate in un unico istituto, Bankia, che è stato parzialmente nazionalizzato, in quanto non riusciva da solo a rastrellare capitali. La situazione è andata poi peggiorando e il governo spagnolo si è accorto che altre banche stavano per fare la fine di Bankia.

I prestiti che il governo spagnolo avrebbe concesso nei confronti di queste banche in via di decozione avrebbero avuto un tasso di interesse, dovuto alla crisi europea, molto alto. Per questo il governo ha deciso di richiedere all’UE un prestito in favore delle banche spagnole in crisi, i cui tassi di interesse saranno molto più bassi e permetteranno di conseguenza una ripresa più veloce.

Il prestito avverrà attraverso il fondo di salvataggio della zona euro, European Facility Stability Found (EFSF), il quale ad oggi, a differenza di un anno fa, tra i suoi strumenti di salvataggio ha quello di ricapitalizzare le banche. In questo modo gli aiuti non dovranno passare dal governo centrale prima di finire alle banche, ma andranno direttamente agli istituti di credito. La conseguenza più importante sarà che il governo spagnolo non dovrà essere sottoposto a visite da parte della troika e non gli verranno imposte alcune ulteriori misure di austerità per controbilanciare l’iniezione di denaro.

Misure però verranno imposte alle banche che beneficeranno del prestito: le autorità dell’UE avranno il potere di compiere ispezioni all’interno degli istituti di credito e potranno assumere esperti esterni, per assicurarsi che i “libri” siano in ordine. Ci potrebbero essere però alcune esitazioni riguardo alla provenienza del denaro. Esso, infatti, potrebbe provenire dall’EFSF oppure dal nuovo fondo European Stability Mechanism (ESM), che dovrebbe entrare pienamente in vigore il prossimo mese una volta che tutti e 17 gli Stati membri avranno ratificato il suo trattato istitutivo.

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