Banca d’Italia ha pubblicato lo scorso 31 maggio la consueta Relazione Annuale. Il capitolo 9, dedicato al mercato del lavoro, analizza l’andamento dei redditi reali delle famiglie italiane.

Complessivamente il report descrive una situazione di crescita, anche se appena del 6,2%, dei redditi reali familiari equivalenti disponibili (ovvero, come specificato nella stessa relazione, “i redditi familiari complessivi al netto delle imposte dirette, divisi per il deflatore dei consumi nazionali delle famiglie di contabilità nazionale e resi comparabili con la scala di equivalenza dell’Ocse modificata”) nel periodo che va dal 2000 al 2010.

L’Ufficio Studi di via Nazionale evidenzia tuttavia alcune differenze sostanziali in relazione alle diverse professioni del capofamiglia. Nel decennio preso in considerazione, il reddito reale dei nuclei che comprendono un lavoratore autonomo è aumentato del 15,7%, mentre per le famiglie di operai, apprendisti e commessi è diminuito del 3,2%.

Concentrando l’analisi a partire dal periodo in cui è nata e si è sviluppata l’attuale crisi economica, l’impatto della congiuntura economica risulta marcatamente più visibile. Tra il 2006 e il 2010, infatti, il reddito reale disponibile si è contratto per la quasi totalità delle famiglie italiane: per i nuclei in cui il capofamiglia svolge il mestiere di operaio la riduzione è stata pari all’8,5% (da 14.485 a 13.249 euro), mentre le famiglie di dirigenti hanno registrato un calo del 13,1%, passando da 43.825 euro del 2006 a 38.065 euro del 2010. Stesso trend per le famiglie dei lavoratori autonomi i cui redditi reali sono diminuiti del 9% da 28.721 a 26.136 euro.

Il rapporto mostra però una sostanziale tenuta dei redditi reali delle famiglie di impiegati, quadri e insegnanti (pari a 21.311 euro nel 2010 rispetto ai 21.344 euro del 2006) e addirittura un lieve avanzamento per i redditi dei nuclei con capofamiglia pensionato da 18.579 a 19.194 euro (+3,3%).

Infine, la Relazione evidenzia come la crisi abbia prodotto effetti recessivi indipendentemente dalle aree del Paese considerate. Nel 2010 il reddito medio disponibile delle famiglie era in media pari a 22.758 euro nel Centro Nord e 13.321 euro nel Sud e nelle Isole, rispettivamente in calo de 4 e del 5 per cento sui livelli del 2006.

La crisi c’è e si sente. A chi governa il duro compito di tirarci fuori dal guado magari con una sana politica economica di matrice liberale: dismissioni del patrimonio statale per abbattere il debito restituendo fiducia ai mercati e tagli alla spesa pubblica inefficiente per recuperare risorse, ridurre l’imposizione fiscale che soffoca l’iniziativa privata e dare slancio all’economia.

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