Prosegue la marcia disorientante della Lega nei confronti di tutto e tutti. Come già ricordato, la nuova Lega 2.0 targata Maroni ha adottato una nuova ed inspiegabile tattica di fanta-politica nel tentativo di azzeccare la strada giusta in vista delle elezioni 2013.

Nel frattempo continuano le “sparate” del nuovo Carroccio. L’ultimo bersaglio padano è il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Il “Celeste” ha recentemente superato lo scoglio di una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione del Pirellone. Il governatore, che siede all’ultimo piano di Palazzo Lombardia da 17 anni, è attualmente coinvolto in un turbine di inchieste in merito a ipotetici viaggi pagati da imprenditori in cambio di favori e vive uno dei momenti più complessi del proprio mandato. Il gruppo leghista in regione ha perciò annusato la possibilità di lanciare la propria proposta in attesa di vedere dove possa portare. Difatti, dopo aver respinto la mozione di sfiducia, il vicepresidente leghista Andrea Gibelli ha presentato il conto a Formigoni. Conditio sine qua non per proseguire assieme la legislatura è la richiesta di impegnarsi per una maggiore autonomia fiscale della Lombardia rilanciando il federalismo fiscale, attuando politiche sovraregionali con Piemonte e Veneto per creare il nucleo amministrativo della Padania e soprattutto introducendo in Lombardia una moneta complementare all’euro (il «lombard»). Gibelli afferma «Intanto non si batte nessuna moneta, perché il lombard è una moneta di carattere virtuale. E ci sono esperienze a livello europeo come il modello Nantes o i circuiti monetari regionali tedeschi che stanno introducendo modelli complementari all’euro assolutamente legali.»

Qualora il Presidente non attuasse tali richieste, la Lega toglierebbe il suo appoggio all’attuale Giunta. Però il “grande” (!?) senso civico leghista lo si scopre nella strategia adottata: se Formigoni fosse caduto in occasione della mozione di sfiducia, al suo posto sarebbe subentrato il commissario prefettizio, mentre facendo forte pressing sulle dimissioni del numero uno del Pirellone (verso Settembre-Ottobre), a tenere le redini della giunta sarebbe lo stesso Gibelli.

Non contenti delle loro bislacche richieste, hanno recentemente invitato Formigoni, oltre a far chiarezza sul proprio futuro in merito alla “voglia romana” in vista delle politiche 2013, anche a fare un passo indietro come commissario generale di Expo. Anche in questo caso hanno optato per la via del suicidio visti già i continui ritardi e gli interminabili litigi sui vertici della società di gestione dell’evento.

La nuova tattica adottata da via Bellerio è assolutamente stravagante. Andare a minare la giunta di una regione che, in considerazione di tutti gli indicatori statistici nazionali, risulta tra le più in salute d’Italia, specialmente in questo momento di crisi in cui è richiesto uno sforzo per rimanere tutti uniti, è assolutamente irrazionale.

Porre simili dictat ad un proprio alleato e sconvolgere i vertici di Expo, nel solo ipotetico tentativo in imbroccare la strada giusta (con il concreto rischio che destabilizzando la politica del motore economico italiano si creino ripercussioni molto più amplificate nel resto del paese) sta a sottolineare ancora una volta l’inappropriatezza di un movimento politico ormai finito.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Da tempo pensavamo che la Lega è un movimento senza capo né coda, antitaliano e meritevole in realtà di sanzioni penali per il suo attentato all’unità del Paese. Ora tutto questo sta venendo fuori con straordinaria evidenza (e pensare che Maroni era stato un Ministro degli Interni piuttosto corretto). C’è da chiedersi con che faccia il PDL, o quello che ne resta, possa guardare a una rinnovata alleanza con un soggetto ormai così chiaramente fuori controllo. Ma trattandosi di Berlusconi tutto è possibile.

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