Prosegue l’approfondimento su opinioni e atteggiamenti dei cittadini della Federazione Russa, rilevati dall’istituto “Levada”. Numerosi eventi hanno catturato l’interesse dell’opinione pubblica russa nel mese di maggio, e il centro d’analisi ha effettuato sul finire del mese un interessante rilevazione sull’importanza loro accordata dalla cittadinanza.

Alla domanda su quali avvenimenti accaduti nelle precedenti quattro settimane ricordassero maggiormente, ben il 52% del campione ha prescelto parata e celebrazioni del Giorno della Vittoria (9 maggio). Segue l’intronazione di Putin del 7 maggio, preferita dal 36% dei rispondenti. Appare evidente come i riti pedagogici della grandeur russa – considerati generalmente espressioni un po’ naïve e retrograde – esercitino ancora una forte presa sull’immaginario collettivo nel gigante eurasiatico.

Segue al 22% la vittoria nei mondiali di uno degli sport più amati in Russia, l’hockey su ghiaccio. Il 18% degli intervistati è poi rimasto colpito da un episodio che ha occupato le prime pagine di tutti i giornali della Federazione e dei Paesi russofoni: l’incidente aereo che ha interessato il nuovissimo Sukhoi “Superjet 100”, aereo passeggeri frutto dell’importante collaborazione industriale Sukhoi-Alenia. Il 9 maggio un esemplare è precipitato in Indonesia, uccidendo i 49 passeggeri (tra cui otto cittadini russi). Anche in questo caso, la logica del vulnus all’orgoglio nazionale spiega una così vasta eco presso l’opinione pubblica, in un Paese dove – purtroppo – i disastri aerei non costituiscono certo un evento particolarmente insolito.

Ancora una tematica “nazionalpopolare” al quinto posto: le celebrazioni del Pervomaj (Primo Maggio), che hanno interessato simultaneamente Mosca e numerose città federali.

Solo al sesto posto (13%) le iniziative di protesta organizzate a Mosca dai movimenti di opposizione a ridosso del reinsediamento di Putin alla presidenza, cui hanno presenziato i leader delle principali forze politiche antiputiniane (a titolo di esempio: Sergej Udal’cov – leader dell’Avanguardia della Gioventù Rossa e coordinatore del Fronte di Sinistra; Boris Nemcov – ex vice primo ministro sul finire degli anni ’90; Aleksej Naval’nyj – blogger in servizio permanente effettivo).

Nonostante gli arresti e le violenze subite dai manifestanti, gli incidenti non sembrano aver particolarmente scosso l’opinione pubblica russa, che ha vissuto con ben diversa empatia (ed in questo caso in maniera non dissimile da quanto avviene nei Paesi “occidentali”) la finale di Eurovision 2012. L’ultima puntata, trasmessa da Baku, è stata seguita quasi dal 40% del campione. Le superstiti armate dei “decabristi” sono state sconfitte da una sparuta pattuglia di soubrette e cantanti.

© Rivoluzione Liberale

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