Energia pulita, sviluppo eco-sostenibile, questi i temi cardine del summit di Rio+20, dove François Hollande ha dato inizio al suo tour d’incontri, che lo vedranno successivamente dirigersi verso il Vecchio Continente. Meglio così per il neo-presidente della Repubblica francese, lontano dalle pressioni della stampa e dell’opposizione del proprio paese, ancora concentrati sull’affaire Royal-Triérweiler. Un affaire che ha visto la povera Ségolène, lasciarci definitivemente le penne: colpita e affondata, come voleva, nonostante i fallaci ripensamenti, l’attuale première dame. Ah, la jalousie.
Côté UMP, è lotta tra squali, per la presidenza del partito, tra Jean-François Copé et François Fillon. Quest’ultimo sembra il più papabile, e anche il più affidabile in vista delle elezioni del 2017. Rachida Dati lo ha ribadito a Le Figaro martedì scorso: “Fillon è l’uomo adatto per rappresentare la nuova destra”. Tuttavia ci si domanda ancora cosa significhi “nuova destra”.
Non è un momento facile, insomma, per la politica francese, perennemente in attesa di nuovi scenari, che, probabimente, prenderanno forma alla rentrée di settembre, dopo il consueto raduno socialista a La Rochelle (dove la Royal ha perso con Falorni) e la delicata decisione ai vertici della destra neo-gollista.

Nemmeno il calcio, momento d’evasione e di sfogo per antonomasia, sembra dare troppe soddisfazioni ai transalpini. La sconfitta con la Svezia, infatti, brucia ancora nei flebili animi di Blanc e compagnia cantante. Tanto che, secondo alcune indiscrezioni rivelate dall’Equipe ci sarebbe stato un acceso diverbio tra alcuni giocatori titolari, rimproveratisi a vicenda per lo scarso impegno mostrato durante l’ultimo match valido per le qualificazioni di Euro 2012.

L’unica nota positiva, insomma, sembra essere la squalifica del distratto, per usare un eufemismo, Philip Mexes. Che noi italiani, proiettati utopicamente al 1 luglio, ci auguriamo di ritrovare in finale!

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