Negli ultimi due annila Greciaha assunto invece di licenziare. Nonostante la crisi economica e le raccomandazioni di Bce, Ue e Fondo Monetario Internazionale, all’ombra del Partenone si è continuato a ingigantire il già elefantiaco sistema pubblico ellenico. La notizia, riportata da il “Sole 24ore”, è stata pubblicata su “To Vima”, settimanale vicino ai socialisti del Pasok.

La Grecia avrebbe violato l’accordo con le istituzioni internazionali assumendo circa 70mila funzionari fra il 2010 e 2011. Infatti, secondo il documento consegnato dal ministro delle Finanze uscente Giorgos Zanias ai nuovi dirigenti del dicastero, il numero dei funzionari pubblici è oggi ufficialmente pari a 692mila (716mila nel 2009), mentre 53mila hanno lasciato il lavoro nel 2010 e altri 40mila nel 2011, con una riduzione netta di sole 24mila unità. Tutti i posti liberati sono stati dunque ricoperti da nuove assunzioni nonostante il piano definito in accordo conla Troika (Bce, Ue e Fmi) fosse stato strutturato al fine di risparmiare 1,5 miliardi in tre anni per la riduzione del costo del lavoro. Pare che a causa di “obblighi politici” il personale sia stato aumentato piuttosto che snellito. 

“I ministri – si legge nel rapporto – mentre legiferavano per la riduzione del numero degli impiegati statali, ne assumevano altri per coprire i vuoti e gli impegni politici e mentre approvavano la legge nota con il nome di ‘Kallicratis’, per procedere alla fusione di comuni e risparmiare oltre 1,5 miliardi di euro, hanno assunto più di 12.000 dipendenti”. 

Anche le amministrazioni locali non si sono certo tirate indietro, per questo nella relazione si esprime “sorpresa” per l’impressionante netto aumento del 5% nei dipendenti delle amministrazioni, 4.500 persone in più.  Nelle conclusioni del rapporto si leggono altri numeri inquietanti. Basti citare la cifra record di 1.130.000 cittadini (su una popolazione complessiva di 11 milioni) impiegata nelle amministrazioni locali.

Certamente la portata europea del disastro greco poteva essere notevolmente ridimensionata con un intervento comunitario più rapido e incisivo in termini di risorse economiche messe in campo, ma siamo proprio sicuri che la crisi di Atene sia dovuta alle decisioni di Merkel e Sarkozy e alla speculazione dei mercati? Alla luce degli ultimi dati emersi, non bisogna essere tedeschi per ritenere che “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Posso confermarlo in quanto testimone diretto: lavoro in Grecia dal 2009. Lo stato Greco continua ad assumere impunemente dipendenti pubblici, arrivando al punto di prendere gente dal settore privato, compresa la mia azienda (guarda caso poco prima delle elezioni…). Non solo: in Grecia e’ tuttora possible per molte persone andare in pensione a circa cinquanta anni. Ma c’e’ anche di peggio: in Grecia si pagavano pensioni, in modo legittimo, agli eredi dei morti. Nel contempo la sanità pubblica sta morendo per mancanza di fondi. Questa e’ la Grecia: paese in cui l’ingiustizia sociale, proprio a causa dell’opera devastatrice dello stato e della politica, regna sovrana. Un paese in cui i giovani, se sono fortunati, vengo assunti a 600 Euro al mese.
    Cordialmente,
    M. Ennilo

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