Dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, Cipro sarà il quinto paese a chiedere assistenza all’Unione europea; la settimana scorsa il Presidente Demetris Christofias ha ufficialmente richiesto un aiuto economico all’Europa, aiuto che però riguarderà, come per la Spagna, soltanto il settore finanziario. La richiesta è stata fatta appena prima di una ricapitalizzazione da 1,8 miliardi di euro da parte del governo cipriota della Mafir Popular Bank, che ha subito gravi perdite in seguito alla ristrutturazione dei bond greci.

Jean Claude Junker, Presidente dell’eurogruppo, ha detto la settimana scorsa che “la richiesta di Cipro verrà presa velocemente in esame” e da una nota ufficiale del governo cipriota si legge che “l’obiettivo degli aiuti richiesti è il contenimento dei rischi per l’economia cipriota, in particolare quelli derivanti dall’effetto contagio attraverso il settore finanziario, alla luce della sua forte esposizione all’economia greca”.

Cipro però potrebbe richiedere aiuti anche alla Russia sotto forma di prestito bilaterale, la cifra potrebbe oscillare tra i 3 e i 5 miliardi, aiuti peraltro già elargiti in una prima tranche (2,5 miliardi) dal Governo russo. Anche Londra aveva pensato ad un aiuto sotto forma di prestito bilaterale visto lo stretto rapporto tra i due paesi e la posizione militarmente strategica di Cipro, ma poi ha deciso che non elargirà alcun prestito.

La richiesta di aiuti significherà, secondo fonti dell’Unione, che Cipro dovrà sottostare ad un piano organico di riforme strutturali, mentre il paese pensava di poter avere un trattamento migliore tipo Spagna; tuttavia le riforme per ora messe in atto dal governo cipriota non hanno impressionato le autorità europee. A far precipitare la situazione c’è stato poi il dowgrade dell’agenzia Fitch che ha tagliato da BBB- a BB+ il rating sul debito a lungo termine della Repubblica cipriota. Il giudizio dell’agenzia riflette l’incremento dell’ammontare di capitale che le banche dovranno richiedere in più rispetto alle stime di gennaio. 

La situazione dunque concretizza le paure di contagio dovute alla situazione greca, che appunto inizia a farsi sentire anche in casa di altri paesi. Le banche cipriote, che secondo l’agenzia Fitch necessiterebbero di aiuti fino a 4 miliardi, sono infatti piene di titoli greci il cui valore è stato rinegoziato per permettere al paese ellenico di fare fronte ai suoi debiti e dunque si trovano ora in difficoltà.

Un altro paese del sud Europa in crisi: speriamo che il fondo salva Stati EFSF/ESM riesca questa volta a risolvere la situazione e che Cipro si rimetta in sesto con buone riforme. Intanto da qualche giorno, ironia della sorte, Cipro è stato nominato alla presidenza di turno dell’UE, auguriamoci che sia soltanto una coincidenza. 

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