Parigi – “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame ?”. Se lo chiede tutti i giorni l’affascinante consorte di François Hollande, Valérie Triérweiler, al centro della cronaca francese per le misteriose “epurazioni su commissione (sua)”, mirate a far saltare scomodi giornalisti, quando non politici (si pensi alla povera Ségolène Royal), che nei quotidiani di turno “si permettono” di ironizzare sul suo ruolo di première dame spietata e viziosa.

Ultimo, in ordine di tempo, il malcapitato Philippe Sollers, giornalista politico presso il Journal du Dimanche, che “ha osato” ironizzare sulla criticabile attività twitteriana di Valérie (altro che Paola Ferrari che querela il social network). Nemmeno il tempo di leggere la pubblicazione, che gli artigli della “Rotwailer”, soprannome che le calza realmente a pennello, sono piombati sullo sventurato Sollers, gentilmente invitato alla porta d’uscita dopo 13 anni di collaborazione. Altro che “spettatrice coinvolta” che ama stare dietro le quinte, come affermava nei primi giorni da first lady. E M. Hollande non sa più come arginarla…

Tuttavia, l’uomo del momento non è certo il neo-presidente socialista, ma uno che gli assomiglia esteticamente, non ancora vittima della calvizia avanzante e della “normalité” di maniera. Si chiama Xavier Nièl ed è stato nientepopodimenoche il fondatore del primo provider web di Francia, Wordlnet, nonché creatore della rivoluzionaria Free, società che, prima ancora dei rapaci statunitensi, ha offerto il triplo servizio Telefono-Internet-Televisione tramite un megabox, che sta sparigliando la concorrenza. Ecco perché M. Bouygues e i suoi shgerri, in quota Sarkozy, stanno abbassando le tariffe come non mai, timorosi di non poter più competere con la creatura del poliedrico Nièl. Che, se qualcuno non se lo ricorda, ha fatto anche parte di quella cordata d’imprenditori, firmata Pigasse (padrone del settimanale fighetto Les Inrockuptibles) e Bergé, che ha salvato il re dei giornali radical-chic di tutto il pianeta: il sussiegoso Le Monde, che grazie a loro continua ancora ad essere stampato, al contrario dello storico France-Soir et di La Tribune, a pochi giorni, secondo indiscrezioni, dal chiudere i battenti.

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