Lunedì 9 Luglio il Sudan del Sud ha festeggiato il primo anniversario per aver conseguito la sovranità internazionale. Un anno fa, questo Paese, un tempo incluso nei confini del grande Sudan, ha conquistato a carissimo prezzo la sua indipendenza da Kartum, strappando, con tutta la forza che la lotta per la vita può dare, la sua sovranità dalle grinfie acuminate di El Bachir, dopo una lunga e tragica guerra senza tregua.

Ma i sudanesi del Sud non hanno gran voglia di festeggiare. In effetti, un anno di vita per una Nazione che ha lanciato i primi vagiti sotto il suono delle mitragliatrici, ciò è insignificante. Se è vero che molti Paesi africani, vecchi di mezzo secolo, non hanno potuto fare granché per far uscire le loro popolazioni dalla miseria, non è intenzione di nessuno, invitare le autorità della neonata nazione  a prendere esempio sugli altri Paesi del continente nero che si sono accomodati sulla loro bella indipendenza di facciata. Ma la verità è che, avendo Salva Kiir per la testa solo la guerra, non ha le mani libere per preoccuparsi dei numerosi problemi che affliggono il suo popolo che comincia, ovviamente, a spazientirsi. Per questo popolo che cerca di risolvere i fondamentali della vita, questa indipendenza sognata a lungo non sarà stata, per ora, che una mera illusione. Per il momento  la sola certezza per la quale possono gioire i sudanesi del Sud è il riconoscimento ufficiale del loro Paese da parte delle Nazioni Unite. La lotta per il controllo dello sfruttamento petrolifero, che è l’unica vera fonte di ricchezza del Paese, è lontana dall’essere vinta da Juba. El Bechir, non avendo mai digerito la secessione del Sud, farà di tutto, finché sarà in vita, affinché questo Stato non possa pienamente godere della sua indipendenza.

Una costatazione va però fatta. Alle difficoltà che sta trovando El Bechir nel controllare le molteplici fazioni ribelli, si aggiunge il grande malcontento della popolazione della capitale, che è arrivata a chiedere la sua testa. Questa minaccia porterà El Bechir a preoccuparsi della protezione del suo trono tanto da far tacere il suo odio vendicatore per il suo vicino del Sud? Niente di meno sicuro. Nell’attesa però, le Nazioni Unite che hanno il compito di delimitare le frontiere tra i due Paesi, devono accelerare il passo: è vitale per le popolazioni del nuovo Stato che continuano a pagare per una guerra senza fine e che di tempo ne hanno aspettato abbastanza.

© Rivoluzione Liberale

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