«A  me Susanna Camusso non piace. È l’esempio tipico di come diventano le donne che vogliono emergere a tutti i costi sgomitando in un mondo molto orientato al maschile. Con quell’aria da finta buona e la sigaretta sempre accesa, mi fa venire in mente come tutti questi diritti abbiano prodotto mancanza di doveri. Sono convinta , preda del mio attacco di qualunquismo acuto, che la meritocrazia in Italia sia stata assassinata in culla proprio dai sindacati. Il posto di lavoro protetto a oltranza, ha permesso ai fannulloni di continuare a essere tali e ai meritevoli di essere considerati leccaculi.

Ma non voglio certo fare di tutta un erba un fascio: è sacrosanto il diritto al lavoro, è sacrosanto che la condizione del lavoratore sia dignitosa e adeguata, ma non è sacrosanto il fatto di non poter mandare a casa certe mele marce. Mi ricordo di quei gentiluomini trovati a rubare allo scalo bagagli di Fiumicino e poi reintegrati dal Pretore del lavoro: ecco, altra figura che dovrebbe sparire.

Ma torniamo alla nostra amica che ha detto – commentando le parole di Monti che sosteneva che in Italia si concerta troppo (e non parlo di quelle cose dove si canta) – “prendere lezioni di democrazia da chi non si è misurato col voto è imbarazzante”. Beh cara Susy, imbarazzati pure: ha ragione Mario. E mi fanno tenerezza quegli altri due suoi compagni di merende che, scodinzolanti, incapaci di pensieri propri fanno un copia e incolla di quelli della Susy.

Insomma gente, questi son rimasti allo sventolio delle bandiere: non hanno capito che siamo arrivati a quella bianca se non cambiamo. Ma il bene comune? L’orgoglio nazionale? La dignità di cittadino? Seppellite di fronte a persone che, ottuse, non aprono ai cambiamenti o peggio ancora di fronte a persone che se ne fregano; perché io credo che questa gente abbia a cuore solo loro stessa e le loro antiche convinzioni e, naturalmente , le loro belle tredicesima e quattordicesima. Alla faccia dell’articolo 18!»

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