Parigi – Il nuovo volto dell’équipe de France è quello di Didier Deschamps. La federazione calcistica francese ha scelto l’ex-allenatore della Olympique di Marsiglia, per sostituire Laurent Blanc, reduce da una deludente competizione europea. Sarà lui, quindi, che nel 2014, condurrà la compagine transalpina in Brasile. Quel Brasile che, assieme a Zizou Zidane, sconfisse 3 a 0 nei mondiali gallici del 1998, alzando la coppa più importante della sua carriera, davanti al suo popolo.

Come prima cosa, sarà interessante capire se, come inneggiato dai molti, la “punizione” dei dissidenti, Nasri e Ben Arfa su tutti, verrà inflitta o meno, alla luce della voglia e della necessità di rinnovamento espressa negli ultimi giorni dalla federazione. Si deciderà, insomma, se la squadra francese sarà ancora “guidata” dai banlieuesards, schietti e ruvidi, o ritornerà ad essere popolata dai francesi di buona famiglia alla Gorcouff, tutte forme e sorrisi plastici. E non sarà una scelta semplice per Monsieur Deschamps.

Intanto, le manovre di Hollande, volte ad assumere ulteriori dipendenti pubblici, aumentare i posti per gli insegnanti, appesantire la spesa statale, con il conseguente aumento del debito sovrano, non sembrano inquietare le agenzie di rating e i mercati. Lo spread è lì, immobile a 110, estraneo al carattere fluttuante del nostro e di quello spagnolo, nonostante le manovre di austerità per ridurre gli sprechi.

Il neo-presidente para le critiche e riforma, crea e propone, lasciando i cicalecci e le polemiche alla disorientata destra neo-gollista, in cerca di un leader carismatico per il dopo-Sarkozy.

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