Saranno circa otto i miliardi di euro a disposizione dei centri di ricerca di tutta Europa per il 2013 con l’obiettivo di stimolare l’innovazione, la crescita e la creazione di posti di lavoro. Nel campo della ricerca e dell’innovazione noi europei siamo qualche passo indietro rispetto ai nostri concorrenti americani e giapponesi ed è proprio questo gap che i finanziamenti hanno l’obiettivo di riempire, cercando di garantire all’Ue un posto in prima fila tra i miglior competitor del mondo.

I finanziamenti sono diretti a team di ricercatori nei campi più vari: dalla salute alle risorse marine, passando per le smart cities, la sicurezza, l’energia, fino ad arrivare all’informazione e al campo delle comunicazioni tecnologiche. Circa 1,2 miliardi saranno destinati a progetti che coinvolgono piccole imprese, al fine di aiutarle nel campo dell’innovazione finalizzata alla crescita, settore, questo particolarmente strategico se si considera che l’85% dei nuovi posti di lavoro creati all’interno dell’Ue dal 2002 al 2010 viene proprio dai piccoli imprenditori.

I bandi di gara per i finanziamenti sono stati pubblicati la scorsa settimana, precisamente il 10 luglio, ma nelle prossime settimane ne saranno pubblicati altri. L’ultimo giro di finanziamenti, parte del programma di finanziamenti 2007-2013 che disponeva di 55 miliardi di euro ha sostenuto, informa la Commissione europea, circa 19.000 progetti di ricerca e qualcosa come 55.000 ricercatori.

La prossima proposta della Commissione europea per il programma sulla ricerca e innovazione si chiama Horizon 2020 e investirà circa 80 miliardi di euro nei prossimi 7 anni. Horizon 2020 è lo strumento finanziario che va ad implementare l’iniziativa prioritaria della strategia Europa 2020, Unione dell’innovazione, iniziativa che ha anch’essa la finalità di assicurare che l’Europa sia all’altezza dei competitor globali. Dal 2014 al 2020 verranno, dunque, stanziati 80 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione per stimolare la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Iniziative come queste, che spesso vengono menzionate nei sottotitoli o dimenticate, causa la crisi economica, debbono però essere portate alla ribalta. Siamo, giustamente, tutti concentrati nella risoluzione della crisi e sulle varie opzioni che si possono seguire per dare una svolta positiva all’attuale situazione economica, ma gli elementi da tenere in considerazione nel momento in cui si cerca di elaborare tali soluzioni debbono essere molteplici. Per questo, quando si toccano argomenti di particolare delicatezza come l’uscita dell’Italia dall’euro o si auspica la caduta dell’Europa, è bene tener presente che la permanenza della moneta unica e della struttura europea è condizione necessaria per molti aspetti che noi oggi diamo per scontati, come appunto la ricerca universitaria.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. La prospettiva di una crescita nazionale e internazionale trova la sua dimensione proprio grazie a questi contributi.
    Senza nulla togliere all’attenzione doverosa “anti-crisi”, si deve altresì sensibilizzare l’opinione pubblica tramite una gerarchia d’informazione (ben sviluppata) che metta in luce notizie di questo tipo.

    Un saluto a tutti gli amici liberali e complimenti per l’impeccabile web magazine!

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