«Federico Aldrovandi avrebbe compiuto 25 anni questo luglio. Purtroppo non c’è riuscito perché ha incontrato sulla sua strada gli sceriffi del west, ma non quelli simpatici e magari un po’ caricaturali di tanti film spaghetti-western, ma quelli cinici e privi di misericordia: il genere ‘io ho la pistola e tu no, io ti distruggo se voglio’. Questa razza di gente marcia, arrogante, imbecille che si sente un metro da terra solo perché è convinta di avere potere assoluto, beh questa umanità putrida ha impedito a un ragazzo di festeggiare i suoi 25 anni. Poteva essere nostro figlio, Federico. Preso a calci fino alla morte, senza che uno solo dei suoi diritti di essere umano fosse rispettato o almeno considerato.

‘I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C’e’ un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura’. Inizia così l’appello che Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, pubblica sul web. A me leggere queste parole ha fatto venire la pelle d’oca. E purtroppo da un po’ di tempo questa crudeltà di alcune forze dell’ordine fa ricordare i manganelli di Benito. Non accetto che lo Stato non reagisca! Mi ha fatto ridere una dichiarazione del capo della Polizia dopo la sentenza sulla scuola Diaz, altra pagina grondante tortura.

Ma vi rendete conto che questa è l’Italia? Non siamo in Libia o in Cambogia. Siamo nel cuore della civile Europa. E chi dovrebbe difendere i nostri ragazzi li malmena e in casi estremi li uccide. Ho anche letto le parole di scherno di uno dei giustizieri che in pochi concetti, quelli a lui permessi da sinapsi inesistenti, diceva che se la madre di Federico fosse stata una brava madre, lui non sarebbe stato uno scarto, meritevole di morte. Mi viene in mente quell’altro sceriffo che qualche anno fa uccise Gabriele in un autogrill. Fermi polizia! Poi a gambe divaricate spara e uccide! Ecco, signori della Corte, signor giudice: cosa succede ora? Lo Stato prenderà provvedimenti? Farà in modo che episodi del genere non capitino più?

Questi arroganti che scelgono a volte la strada della ‘legge’ perché in vita loro non riuscirebbero a fare altro, dato che il mestiere di portiere è in disuso, ecco, alcuni di loro acquisiscono il dono e si auto convincono di essere i buoni, ma sono solo i figli scemi di John Wayne, i portatori sani di ignoranza e arroganza. Ecco, caro Stato, cosa fai per queste mele marce e per i loro fan? Non mi pare molto. E questo francamente è inaccettabile! Auguri Federico, per i tuoi 25 anni non compiuti!»

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