Parigi – Il Tour de France e gli acquisti faraonici del Paris Saint-Germain tengono desta l’attenzione dei parigini, in questo luglio uggioso, dove ogni sorta di evento organizzato en plein air è annullato per cause meteorologiche. Il cinema all’aperto nei pressi di Bois de Boulogne non ha praticamente mai aperto i battenti, per non parlare della dieci giorni di concerti soirs d’été, che dovevano intrattenere un pubblico variegato sul piazzale della Marie du 3ème nei primi giorni del mese. E Paris-Plage, pseudo-spiaggia lungo la Senna, appare come una presa in giro. Poveri turisti, perché i parigot, nel bene o nel male, si sono spostati verso le coste soleggiate, quella Atlantica e quella Azzurra, per scacciare quel colore alabastrino con una lieve tintarella di luna.

L’Equipe, Gazzetta dello Sport francese, non manca mai sotto il braccio, anche al riparo dall’ombrellone, alla stregua della baguette e di un po’ di charcuterie. Anche perché, gente come Thiago Silva e Ibrahimovic, fino a due anni fa, non si sarebbe, nemmeno per un istante, immaginata di giocare nella Ligue 1, in lotta, durante la prossima stagione, per la Champions League. E per i francesi si tratta di un vero evento! Intanto i moralisti non perdono tempo nel ricordare che l’attaccante svedese prende ben 90 volte in più dell’attuale presidente della Repubblica: 14 sonorissimi milioni di euro contro i 178 mila di Hollande. Peccato che i facoltosi del Qatar dovranno anche pagare circa 70 milioni di euro in più, per l’aliquota al 75% imposta dal leader socialista sugli stipendi elevati. Della serie: vuoi la qualità? e mò paga!

Nel frattempo è iniziato il valzer dei giornalisti in alcuni tra i più importanti quotidiani e settimanali di Francia, in concomitanza con la salita del nuovo governo. Il caso più eclatante è quello della nuova direttrice del radical-chiccoso Les Inrockouptibles, Audrey Pulvar, compagna del ministro socialista Arnaud Montbourg, ma guarda un po’. A RTL Eric Zemmour, guru del politically incorrect e editorialista di punta de Le Figaro Magazine, avrà metà del tempo a sua disposizione, rispetto all’epoca sarkozysta, per sbertucciare e dispensare critiche pungenti nei confronti dei protagonisti dell’attuale panorama francese. La Triérweiler continua a pontificare con due articoli culturali sul suo Paris-Match e sul conservatore Le Figaro, è appena giunta notizia che Serge Dassault abbia appena deposto dalla redazione Etienne Mougeotte, fedelissimo di Sarko. Alla faccia del nepotismo!

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