Il premier Mario Monti “facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità chela Siciliapossa andare in default a causa del proprio bilancio”, ha scritto una lettera al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per chiedere rassicurazioni sulla sua intenzione di dimettersi entro la fine di luglio.

Un gesto inconsueto, ma dovuto poiché “le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un’azione da parte dell’Esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale, ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti più efficaci e adeguati”, come si legge nella nota di Palazzo Chigi che annuncia la missiva.

Tutto ciò si è dimostrato sufficiente per scatenare un tourbillon di ipotesi sul “rischio-Sicilia”. In molti si sono affrettati a denunciare un fallimento imminente. Il NY Times addirittura paventava un possibile effetto-Grecia scrivendo che “i problemi fiscali” dell’isola potrebbero “travolgere” il Paese nonostante gli sforzi del governo e del premier Mario Monti in primis.

Lo scorso 24 luglio si è poi tenuto un incontro fra Monti e il Governatore siciliano in cui le criticità imminenti sono state apparentemente smorzate. Fonti governative riportate dall’ANSA hanno fatto sapere che il problema non è strutturale ma di “temporanea mancanza di liquidità ed è stato risolto con trasferimenti per 400 milioni di euro già programmati”.

Strategie politiche e sciacallaggi mediatici a parte, i numeri parlano da soli. Le finanze della Trinacria non sono baciate dallo stesso sole che ne riscalda le coste.La Cortedei Conti di recente ha  fatto luce sul bilancio regionale con una relazione in cui si legge che “il rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2011 registra una situazione di notevole, preoccupante deterioramento: tutti o quasi i saldi fondamentali di bilancio presentano valori negativi. Così per il saldo netto da finanziare e per il ricorso al mercato, mentre crescono a dismisura le obbligazioni da onorare in esercizi futuri in corrispondenza con un volume di residui passivi cresciuti da5 a7 miliardi di euro”

La relazione dei magistrati contabili è impietosa e descrive “un debito regionale in continua crescita che ha visto recentemente attivati, fra novembre e dicembre 2011, nuovi prestiti per 818 milioni di euro, determinando una complessiva esposizione a fine anno per circa 5 miliardi, 300 milioni. Un debito destinato a salire ulteriormente”.

“L’assenza di un tessuto produttivo capace di assorbire la forza di lavoro espressa dall’isola – conclude il report – mantiene alto il tasso di disoccupazione, tra i più elevati a confronto con le altre Regioni italiane, anche del Mezzogiorno, con particolare incidenza su quella giovanile”.

La situazione economica dell’Isola è grave, è ora di prenderne coscienza senza se e senza ma.

Ciò nonostante le confermate dimissioni di Lombardo lasciano intravedere un barlume di speranza. I cittadini siciliani saranno chiamati alle urne entro ottobre per eleggere il proprio Governatore. Ci auguriamo che dopo un Presidente le cui cronache giudiziarie sono a tutti note e uno dimissionario che lascia un palese dissesto nei conti, gli amici siciliani possano democraticamente scegliere qualcuno che finalmente li governi con capacità e passione e, soprattutto, li rappresenti degnamente.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Non condivido la conclusione.
    Gli “amici” Siciliani hanno sempre scelto democraticamente quello che prometteva di portare sempre più trasferimenti finanziari nell’isola.
    La supplenza scandalosa di Berlusconi alle esigenze di amministratori disonesti ma competentissimi la dice lunga sui mali dell’sola abituata a entrate finanziarie che si possono, debitamente parametrate, a quelle della provincia autonoma di Bolzano ma colà con esiti ben diversi.

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