Un vero e proprio modello internazionale per altre manifestazioni letterarie e culturali. Questa, quanto meno, è l’ambizione di chi ha dato vita a Letterature – Festival internazionale di Roma, che quest’anno celebra il proprio decennale.

Dieci serate (la prima giovedì scorso, le altre a partire da martedì prossimo) nel contorno del sito archeologico della Basilica di Massenzio, nel Foro Romano, di cui non si può certo sottovalutare la qualità scenografica. Una manifestazione che ospiterà diciannove narratori italiani e stranieri (di successo e nuovi talenti), fra i più rilevanti dell’attuale panorama intellettuale. Poi musicisti e, ancora, artisti della recitazione. La formula prevede una congiunzione di alcuni autori per ogni sera, mescolando i nostrani con i “forestieri”. Chiamati sul palco, offriranno al pubblico letture di testi inediti, tutti con una propria prospettiva sul tema del nesso fra letteratura e storia. Da qui il titolo dell’argomento particolare del festival: Storia-storie, vagheggiate e tangibili, nel rispetto di una vincente consuetudine dell’appuntamento capitolino. “La prima edizione del festival fu dedicata a Soli-insieme, al rapporto scrittura-lettore, ora invece si vuol fare il punto sul rapporto tra lo scrivere storie e la storia, il mondo, come a chiudere un cerchio, a tornare a riflettere sull’essenza del fare letteratura”, ha spiegato l’ideatrice e curatrice del festival, Maria Ida Gaeta. Il tutto, con una particolare considerazione (in due serate esclusive) per la cultura russa (come al Salone del libro di Torino), cui l’Italia ha dedicato il 2011.

In questa decima edizione verrà fatto risaltare il rendiconto dei primi nove anni di attività. Che l’organizzazione pubblicizzerà come più che positivo. Dati: in quasi due lustri una folla complessiva di trecentomila spettatori, sedotti dall’intervento di centottantatre tra romanzieri e poeti, ottantotto attori e ben centoventitre musicisti.

Letture pubbliche di brani, si diceva, eseguite in lingua madre, con in sottofondo musica dal vivo. In campo delle piccole “squadre”: giovedì scorso, come detto, hanno aperto Sandro Veronesi (Caos Calmo e XY) e il newyorkese Don De Lillo (Underworld e L’uomo che cade); il 24 maggio l’accoppiata Gianrico Carofiglio (l’ex magistrato autore di Il passato è una lingua straniera) con lo statunitense (Ocean City, Maryland) Gay Talese (Onora il padre); il 26 maggio il trio Stefano Benni (Bar Sport, partecipazione straordinaria la sua), un altro americano, David Sedaris (Johnson City, Tennessee, autore fra gli altri di Diario di un fumatore) e Lucia Poli (doppiatrice e attrice italiana); il 31 maggio Margaret Mazzantini (Non ti muovere), David Benioff (sceneggiatore di New York, suo lo script del bellissimo La 25^ ora) e l’attore romano Valerio Mastandrea; quintetto il 7 giugno, con Giancarlo De Cataldo (Romanzo criminale), Carlo Lucarelli (Almost Blue), Jo Nesbø (scrittore e musicista di Oslo, Norvegia), Vinicio Marchioni e Francesco Montanari (attori); il 9 giugno un altro trio, con Gary Shteyngart (appena uscito per Guanda, Storia d’amore vera e supertriste, scrittore statunitense nato a Leningrado), il novelliere moscovita Pavel Sanaev (da poco in libreria con Seppellitemi dietro il battiscopa, annunciato domenica scorsa anche dal nostro sito) e l’attrice Nicoletta Braschi; il 14 giugno quattro protagonisti, la narratrice Michela Murgia (SuperMondello con Accabadora lo scorso anno), Clara Sánchez (scrittrice di Guadalajara, Messico, recentissimo successo per il romanzo d’esordio Il profumo delle foglie di limone), l’autrice cinese Xinran (La strada celeste) e l’attrice Lucrezia Lante della Rovere; il 16 giugno lo scrittore cileno Antonio Skarmeta (Il postino di Neruda), i cinque autori finalisti del Premio Strega 2011 e l’attrice Eugenia Costantini; il 21 giugno terzetto con Michele Mari, prolifico autore italiano (Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano), l’attesissimo Wilbur Smith (romanziere zambiano i cui tantissimi best seller hanno venduto all’incirca centoventi milioni di copie, diciotto in Italia) e l’attrice Michela Cescon; chiusura come detto il 23 giugno con una performance teatrale di Eleonora Danco. Il tutto sotto la regia di Fabrizio Arcuri.

Quindi, spazio all’arte. Ogni sera immagini di opere di un artista italiano: Andrea Aquilani, Elvio Chiricozzi, Daniela De Lorenzo, Gianni Dessì, Andrea Fogli, Felice Levini, Gioacchino Petrelli, Piero Pompili, Giuseppe Salvatori, Bernardo Siciliano e Marco Tirelli.

Rappresentate dieci case editrici italiane: Einaudi, Fandango, Feltrinelli, Garzanti, Guanda, Longanesi, Mondadori, Neri Pozza, Nottetempo e Rizzoli.

Il Festival viene realizzato sotto l’egida dell’assessorato alle Politiche culturali e del Centro storico di Roma; è ideato e curato dalla Casa delle letterature di Roma; organizzazione e produzione sono a cura di Zetema Progetto Cultura.

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