Parigi – Il potere, un affare di coppia. Lo dice, intitolando la sua edizione settimanale, Le Figaro Magazine, in quest’afoso weekend di mezz’estate, con i capi di partito paciosamente rilassati nelle loro dimore estive, controllati a vista dalle rispettive consorti. Sì, perché, come sottolinea l’avveduto pezzo di Christine Clare, l’influenza della o delle donne nell’operato del Presidente è in Francia una questione storica.

Basti solo pensare a Chirac e a sua moglie Bernadette (attualmentre, tra l’altro, in vacanza a Saint-Tropez) o, per restare aggrappati all’attualità, a François Hollande e Valérie Triérweiler. Sarkozy, ormai assorbito dai suoi crucci, è invece stato quasi ufficialmente abbandonato dalla viziosa e antipatica Carlà, stanca di essere al fianco di un post-presidente. Tutt’altra cosa invece per Ségolène Royal, felicemente single, da quando si è allontanata dai contorti luoghi del potere socialista di rue Solferino. Una pausa di riflessione, insomma, per ripartire a settembre, mantenendo la giusta distanza dalla Rotweiler. Che intanto sembra essersi sedata, dopo gli inopportuni exploit d’inizio mandato, quando senza freni, si era scatenata contro l’ex-moglie del suo compagno, provocando la reazione piccata dei figli di lei. Certo, quindici giorni di vacanza potrebbero notevolmente aiutarla, ma la vera prova del nove saranno i primi mesi successivi alla rentrée. Riuscirà ad onorare il ruolo di première dame di Francia e a farsi rispettare negli ambienti huppés di Parigi? Non si sa, anche perché, le repentine cacciate dei simpattizanti sarkozysti dalle redazioni di molti giornali di Francia (quella di Etienne Mougeotte dal Figaro, la più eclatante) non sono passate inosservate.

Non era, insomma, solo il “malvagio” Sarkozy che faceva favori a destra e a manca, “ripuliva” le redazioni, regalava le autostrade ai suoi amici, e stringeva patti miliardari con M. Bouygues. Anche il “normale” governo socialista, da quando è all’Eliseo, ha allungato le sue mani sugli ambienti del potere, e, soprattutto, su quelli che regolano l’orientamento dell’informazione. Scatenando, conseguentemente, le critiche e le invidie della destra neo-gallista, per la serie “il potere logora chi non lo ha” di andreottiana memoria.

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