Il potere sull’informazione televisiva si è palesato ed un pezzo di democrazia in questo paese si è perduto. Berlusconi ha riversato, nei telegiornali serali, il messaggio elettorale alla nazione. I Tg dall’uno al sei, tranne il tre, sono tutti in fila pronti a rispondere al sicuro richiamo dell’Agcom. L’autorità, giusto qualche giorno fa, ha rivolto alle televisioni un richiamo per la sovraesposizione del premier, in violazione degli spazi politici previsti in campagna elettorale. Una guerra senza fine, senza regole, senza rispetto per coloro che credono ancora nell’immagine di una politica fatta con serietà.

Berlusconi porge disperatamente l’altra guancia al paese e ritorna a mettere la faccia in tv. Il risultato è disarmante. “Zingaropoli, bandiere rosse, l’estremismo e tasse” sono i fantasmi rievocati per fare recuperare Letizia Moratti al prossimo ballottaggio di Milano.

Infine l’elogio sulle riforme approvate, per trasmettere il senso di operosa affidabilità del governo tanto da fare passare l’idea che questa tornata elettorale sia sempre più intimamente collegata al governo della nazione. Un’inutile spot elettorale per l’elezioni amministrative trascinato strumentalmente sulla politica nazionale, nel solco di un chiaro declino politico-culturale che sempre più si allontana dalle istanze dei cittadini.

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2 COMMENTI

  1. La mia idea è che più degli ormai nauseanti concetti triti e ritriti del premier, ciò che deve preoccupare oltre ogni altra cosa, come giustamente sottolineato all’inizio di questo articolo, è la sproporzione di potere con cui egli continua a passeggiare sulle regole democratiche. Soprattutto per questo è ora di dire basta!

  2. quando si arriva a questo punto significa che si è toccato il fondo! Povero Silvio, mi fa pena.

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