Non passa giorno oggi che un grande imprenditore italiano non spari ad alzo zero contro i “politici” e magari non paventi, o addirittura minacci, di scendere in campo personalmente per “mettere le cose a posto”. Eppure, il rapporto tra grande imprenditoria e politica in Italia è stato sempre molto stretto e interdipendente e le responsabilità della situazione al limite del collasso di oggi è senz’altro responsabilità degli uni, ma anche degli altri.

La grande imprenditoria italiana, bisogna ammetterlo,  ha sempre preferito eliminare la concorrenza con gli appoggi politici, superare le difficoltà coi sussidi, nascondere le proprie deficienze dietro alle protezioni politiche, eccetera. Un atteggiamento che non solo ha creato commistioni pericolose tra politica e affari, ma ha anche indebolito la competitività delle nostre imprese, troppo viziate dalla politica degli incentivi e delle sovvenzioni pubbliche.

Insomma quando un giorno ho sentito Della Valle in tv tuonare contro i politici disonesti ed incapaci ho avuto, lo confesso, un moto di irritazione. Quando mai gli imprenditori italiani hanno supportato ed aiutato un politico onesto e capace? Di solito si finanziava e sosteneva il politico che garantiva in cambio favori, finanziamenti pubblici, aiuti e protezioni, che poi fosse capace era un aspetto del tutto secondario, che fosse onesto una controindicazione.

Anche oggi è piuttosto fastidioso vedere i balletti dei Marcegaglia, Montezemolo e company che un giorno sì ed uno no “paventano” la discesa in campo contro la “casta” politica, una casta che loro stessi hanno però tollerato per decenni, anzi hanno contribuito a creare.

Non che non abbiano ragione sulle critiche alla classe politica, che se le stramerita tutte, ma anche un po’ di autocritica a volte non guasterebbe. Se davvero gli imprenditori italiani vogliono un ricambio di classe politica comincino a fare sul serio, prendano esempio dagli Stati Uniti dove spesso sono proprio imprenditori illuminati che hanno sponsorizzato e fatto crescere politici di primo livello, uomini che hanno davvero fatto la storia.

Se  davvero gli imprenditori vogliono poi scendere in campo e agire in prima persona nella politica lo facciano pure, ma con trasparenza e senza ripetere gli errori del recente passato. Prima di tutto risolvano alla partenza tutti i conflitti d’interesse, separando nettamente la gestione della cosa pubblica dai loro affari privati.

Di un imprenditore “prestato” alla politica, infatti, che faceva ministri i suoi avvocati ed ex dipendenti e che governava palesemente a favore delle proprie aziende, ne abbiamo avuto già più che abbastanza.

© Rivoluzione Liberale

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2 COMMENTI

  1. Caro Stefano, mi piace ciò che hai scritto e lo condivido interamente, ma non riesco ad attivare i relativi pulsanti su questa pagina. Buone vacanze ed a presto.

    • E’ un problema tecnico di Facebook che non riesce a “dialogare” al meglio con il sito del giornale. In attesa che Mark Zuckerberg risolva i suoi problemi, l’alternativa (in sostituzione del tasto “condividi”) è copiare i link dell’articolo e pubblicarlo sulle proprie bacheche di FB.

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