Con la crisi profonda che il partito padano sta affrontando e soprattutto con la nascita della Lega targata Maroni, ci è sembrato utile ripercorrere i passi che il partito di Bossi ha compiuto nel panorama politico italiano. In una piccola serie racconteremo i punti salienti che hanno condotto il partito alla situazione attuale.

È doveroso sottolineare che quelle poche riforme attuate nel campo della sussidiarietà e della riduzione a favore degli enti territoriali del potere centrale, portano spesso la firma della Lega Nord. Sta di fatto che, nonostante questa piccola nota, si possa riscontrare una serie infinita di incongruenze politiche ed ideologiche nel percorso che ha condotto il Carroccio alla situazione odierna.

La forte crisi che oggi sta affrontando questo partito non è nient’altro che il frutto della perdita di quello spirito che negli anni novanta ha dato tanta importanza al fenomeno Lega.

Il 4 Dicembre 1989 nasce ufficialmente il partito denominato Movimento Lega Nord che raggruppava le principali forze autonomiste del Nord Italia. L’attuale denominazione (Lega Nord per l’indipendenza della Padania) arriva solo nel 2002. Lo scopo principale è quello di rendere autonomo il territorio denominato “Padania” dal centralismo romano e dallo spreco di denaro pubblico.

Come ogni partito autonomista ed indipendentista che si rispetti comincia a radicarsi fortemente sul territorio dove riscuote un discreto successo. Nonostante tutto il primo passo falso non tarda ad arrivare. La natura stessa dell’indipendentismo venne tradita già nel 1992 quando il partito di Bossi decise di presentarsi alle elezioni politiche nazionali. Mentre, la stragrande maggioranza dei partiti indipendentisti europei, disconoscendo l’autorità sovrana dello Stato in cui operano, per coerenza sempre rifiutano di concorrere alle elezioni politiche, privilegiando il radicamento territoriale.

Di certo, contro ogni pronostico, il successo di Bossi fu tale che non seppe resistere alle luci del palcoscenico politico. Questa scelta fu senza dubbio una delle principali cause che hanno corroso negli anni l’appeal elettorale ed ideologico del movimento padano, portandolo invece ad integrarsi pienamente con quel sistema del centralismo politico contro il quale lottavano.

Il contesto storico-politico impose la scelta dell’alleanza, la quale avrebbe sicuramente condizionato tutta la vita politica del partito. E, nonostante la precedente militanzadi UmbertoBossi e Roberto Maroni in partiti di sinistra, la scelta di campo fu quella di un apparentamento col centro-destra che dal1994 inpoi fu sotto la leadership di Silvio Berlusconi.

Di solito i partiti indipendentisti non tendono a definire così chiaramente la propria “fazione” politica, in quanto l’unico interesse è il raggiungimento dell’autonomia del proprio territorio.

Questo primo campanello d’allarme però non bastò a mettere in guardia i futuri elettori, stregati dal fascino della novità politica.

© Rivoluzione Liberale

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