Parigi – Il bikini lo inventò un francese nel 1946, un certo Louis Réard. Rapidamente divenne il costume da bagno preferito dalle donne, facendo rizzare la pelle ai bacchettoni e ai catto-tradizionalisti di tutto il mondo. Giunse Brigitte Bardot e con lei l’onda smaliziante delle maggiorate, dalle curve gentili: Silvana Mangano, Sophia Loren, Marisa Allasio, Silvana Pampanini. Fu il simbolo della rivoluzione dei costumi in atto agli albori degli anni ’50, nonché icona incontrastata della cultura pop (basti solo pensare alla figura della pin-up). 

Oggi, il bikini, riesce ancora a provocare inaspettate polemiche in salsa retrò, come l’ultima, in Francia, che sta vedendo protagonistala tormentata Valérie Triérweiler, da appena cento giorni nelle veci di première dame, ma già quotidianamente alle prese con la morsa dell’accanita stampa d’Oltralpe. Che l’ha immortalata, con l’aiuto di una schiera di paparazzi, in un due pezzi da invidia, che, però, non è tanto piaciuto alla protagonista, la quale ha cercato, invano, d’ostacolare la pubblicazione delle foto. Manco a dirlo, stampa e opinionisti televisivi si sono sbizzarriti in argomentazioni vertiginose sul “può o non può” la compagna del Presidente della Repubblica mostrarsi in bikini. Roba da censura pre-gollista e, come se non bastasse, gli ingenerosi paragoni con l’ex première dame Carla Bruni non si sono fatti attendere.

Insomma, i soli problemi per François Hollande sembrano provenire dalla sua compagna, che dopo gli inavveduti tweet contro la rielezione di Ségolène a La Rochelle, continua ad essere la protagonista indiscussa della stampa francese, non tanto per le sue capacità di giornalista, quanto per le sue gaffe ripetute. Eppure, doveva essere una vacanza “normale”.

© Rivoluzione Liberale

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