«In Russia, tre cretine con i passamontagna in testa, sono entrate in una chiesa e hanno cantato una canzone contro Vladimir. Prima di tutto cantare non è un verbo adatto, sarebbe più opportuno dire “strillato”. Arrestate e processate per direttissima, sono state condannate a due anni di reclusione.  Apriti cielo! I soliti opinionisti nostrani hanno subito tuonato: La democrazia è morta! La libertà d’espressione pure! Mi chiedo quando mai è successo che le due cose fossero applicate da quelle parti! Forse mi son distratta! Ma io dico, cosa c’entra la libertà d’espressione con il cattivo gusto e la smania d’apparire, con il non rispetto della religione e dei sui luoghi di culto. E con la ricerca della pubblicità veloce e immediata: sicuramente almeno una delle tre, la più vispa, farà qualcosa da grande. Non avendo talento, si cercano altri modi per sfondare.

Ma in Italia, il cassetto dei diritti umani è sempre mezzo aperto e pronto ma solo per casi mediatici come questo: mai nessuno che pensi alla condizione dei detenuti nelle carceri (se non i radicali) oppure alla situazione dei centri d’accoglienza dei clandestini.

In queste calde giornate d’agosto, i “giornali mezza tacca” sono alla ricerca dei vip in vacanza. E allora panze alla zuava di vari onorevoli e impietosi bikini di rappresentanti del Governo. Ma a voi importa qualcosa? Questa smania della ricerca del buco della cellulite? Ma questa famosa prova costume ancora è di moda? Penso che se non avessero questi argomenti andrebbero tutti a spasso.

Devo dire che la crisi si fa sentire anche nei templi della sinistra intelligente e scic. In una nota località balneare della toscana, là dove l’acqua è più gialla, vagano i fantasmi dei potenti di ieri, inflacciditi e gobbi, portatori sani di quotidiani, seguiti da una piccola anzi piccolissima pletora di leccaculi: simil giornalisti, simil sceneggiatori, simil scrittori. Dove una volta si mangiava pane e idee rivoluzionarie, ora invece si mangia pane e basta, anche la cicoria è esaurita.

Ricorderemo quest’estate per la debolezza dei contenuti e la forza del solleone e gli scialbi protagonisti. Anche in Costa Smeralda si piange. Dopo aver spellato vivi i clienti (per anni) sulle spiagge vince “asciugamano selvaggio”. Invece di un lettino a 20 euro, molta spiaggia libera-tutti. E anche nei ristoranti la prenotazione non serve più. Sono contenta, forse questa crisi servirà anche a livellare alcuni eccessi che abbiamo subito per mancanza di alternativa. Che dire, guardiamo il bicchiere mezzo pieno, prima che ce lo bevano tutto però!»

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