In Francia ha costituito uno dei punti di forza della campagna elettorale del Presidente Hollande, una proposta dall’impatto psicologico talmente efficace che c’era da aspettarsi che venisse replicata altrove. Con l’avvicinarsi delle elezioni perfino in Germania torna l’ombra della patrimoniale, o della Vermögenssteuer per dirlo alla tedesca, gettata dai Social-Democrats e dal Green Party (i Verdi). La tassa di fatto esiste già nel Paese, ma non viene applicata dal 1997, anno in cui una sentenzala Corte Costituzionale Federale, l’organo giuridico di grado più elevato, l’ha dichiarata incostituzionale .

Il dibattito, che è ricominciato in queste settimane anche in seguito ad una richiesta esplicita proveniente da un’alleanza di organizzazioni sociali e sindacati, verte sulla proposta di applicare una tassa aggiuntiva dell’1% annuo ai singoli contribuenti tedeschi con redditi superiori ai 2.5 milioni di euro, odel 2% per le coppie sposate.

Secondo il Ministro delle Finanze della regione Nord Reno-Westfalia, Norbert Walter-Borjans, che ha riportato i dati dell’Istituto Tedesco perla Ricerca Economica, una tassa così concepita porterebbe un introito annuale extra di 11.5 miliardi di euro, di cui 3.5 provenienti solo dalla sua regione: la cifra tiene già in considerazione la fuga di capitali che plausibilmente si verificherebbe.

Una tassa che non toccherebbe “la casetta della nonna o i risparmi dei nipotini, ma nemmeno la classe media”, come ha riferito il Ministro, ma solo una manciata (140’000) di super-ricchi in una Nazione di 82 milioni di abitanti.

In effetti, i patrimoni privati tedeschi sono incrementati in maniera impressionante nell’ultimo decennio, da 3.6 migliaia di milioni a 4.7 (nel 2011). Ma forse è anche per questo motivo che la Germania riesce ancora oggi a muoversi con discreta agilità nel pantano della crisi.

Certo è, che per portare una tale iniziativa al livello pratico nel dopo-elezioni, sarebbe richiesta un’intensa e minuziosa azione legislativa per eliminare qualsiasi facilitazione o scappatoia finanziaria oggi ancora possibile ai grandi patrimoni tedeschi, specie quelli connessi alla realtà imprenditoriale, e questo toccherebbe ben più dei 140’000 abitanti stimati.

Su questo indubbiamente rifletteranno molti elettori tedeschi nelle prossime settimane, e quella che è stata una carta vincente nelle elezioni francesi potrebbe tradursi in un serio ostacolo, nel corso di questa nuova partita elettorale sul campo tedesco.

© Rivoluzione Liberale

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