Parigi – Nasce nel 1949, dopo la Franciacollaborazionista di Vichy, dopo Radio Londra, dopo il Front National, dopo il dolore di una guerra infame e si presenta così: “le poids des mots, le choc des photos” (il peso delle parole, lo choc delle foto). Paris Match, la più importante rivista settimanale di Francia vede per la prima volta la luce, raggiungendo, prima dell’irruento ingresso della concorrenza nel 1950, quasi due milioni di copie.

La ricerca dello scoop, il “dietro le quinte”, l’intimità di personalità di caratura internazionale, gli amori nascosti delle tormentate starlette, le paparazzate ma anche i grandi reportage, hanno marcato la sua linea editoriale per più di mezzo secolo, come quando, creando uno scandalo senza precedenti, fu pubblicata tra le sue pagine la foto di Mitterand morto, disteso ieraticamente sul suo letto di casa. Non bastarono gli accostamenti fotografici a grandi letterati come Victor Hugo, per ridurre l’impatto visivo di un Presidente della Repubblica immortalato tra le mura domestiche. Fu indecente, per i mitterandiani e per gran parte dei francesi. E in più, come spesso accade in queste vicende, il nome del “colpevole”, del fotografo impertinente, rimase, e rimane tutt’ora, un grande mistero.

Oggi, l’impostazione di Paris Match è molto cambiata. Meno inchieste e reportage, e più gossip e interviste intime, come nell’ultimo numero di agosto in cui svettano le paginate dedicate a Sarkozy e famiglia, felicemente in vacanza a Cap Nègre. Bicicletta, nuoto, jogging, pranzo in famiglia, tutti insieme appassionatamente, e rigorosamente sorridenti. Una buona famiglia à la française. Anche Sarkozy si sta “normalizzando”?

© Rivoluzione Liberale

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