Lo scorso 21 agosto due fra le tre più importanti società di rating al mondo (Moody’s e Fitch) hanno riempito il Bel Paese di complimenti e di speranza, ma a delle precise condizioni.

Moody’s ha infatti definito l’Italia come uno degli Stati attualmente più “virtuosi”, tra quelli alle prese con una crisi da debito sovrano, e ha fatto addirittura trapelare la possibilità che già nel 2013 potremo dirci usciti dalla crisi.

Concorde con l’analisi anchela società Fitchche, nelle parole di David Riley, direttore operativo dei rating sui titoli sovrani, ha riconosciuto credibile il nostro governo “tecnico”; ha invitato a concentrarci sulle riforme e, soprattutto, ha avvertito circa il rischio legato al dopo-Monti.

David Riley ha, in pratica, promosso il nostro Paese dichiarando però una più o meno velata necessità di continuare con Monti anche dopo il termine del mandato.

Non per fare dietrologia, ma le società di rating – per chi non lo sapesse – sono delle agenzie specializzate nella valutazione del merito del credito; sono delle realtà private, appartengono a fondi, potenti banche e investitori interessati alla speculazione. Esse esprimono pareri sui titoli (tramite le famose votazioni che vanno dall’ottima AAA alla pessima DDD), sono capacissime di gravi errori (quando Parmalat, Enron e Lehman Brothers erano sull’orlo del fallimento, le agenzie di rating mantenevano una valutazione “tripla A”) e operano strutturalmente in pieno conflitto di interessi; condizione che non si risolverebbe certo rendendole statali.

È un bene che la stampa italiana ci comunichi l’opinione di questi soggetti; sarebbe però ancora meglio se spiegasse, su giornali e TG, anche chi sono questi soggetti.

Le parole di David Riley sfiorano la palese campagna elettorale anticipata a favore del Prof. Monti, oggi Presidente del Consiglio ma – anche se solo fino al 2011 – International advisor per Goldman Sachs e membro del comitato direttivo del Gruppo Bildenberg.

l’Italia, intanto, si nega giustamente quota parte di sovranità per il bene comunitario. Ma un conto è restringere la propria sovranità, altro conto è cedere la sovranità ad altri, capaci come nessuno di minacciarci o di tranquillizzarci, fautori autentici del nostro destino.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Congratulazioni all’amico Paolo Bianchi, che ha ben sottolineato come oggi la crisi a livello internazionale venga gestita, con accurata tecnica borsistica, dalla speculazione messa in atto da centri di potere espressi da istituzioni finaziarie, che sono al contempo agenzie di rating.
    Per quanto concerne la situazione politica ed economica del nostro Paese, andrebbero fatte considerazione più specifiche; comunque un riscontro positivo sulle considerazione espresse nell’articolo è stato dato alcuni giorni, o anche all’indomani della dichiarazionefatte da David Riley, dallo spread che è aumentato nuovamente. Cosa vuol dire cio’? La Germania è un demone da esorcizzare?; oppure…..!!!!

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