Che la vicenda delle intercettazioni di alcune telefonate tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro Nicola Mancino sia stata ingigantita oltre ogni limite è ormai evidente, nonostante la stessa procura di Palermo le abbia più volte definite come “irrilevanti” ai fini delle inchieste non è servito alle più disparate speculazioni.

Anche la decisione dello stesso Presidente di opporre presso la corte costituzionale il conflitto di attribuzione, una scelta di principio e non sul fatto specifico, ha rinfocolato le fantasie. Eppure le presunte rivelazioni dei giorni scorsi di Panorama, periodico di proprietà della famiglia Berlusconi, ha portato la polemica su di un nuovo livello assai più sofisticato e pericoloso.

Lo “scoop” di Panorama infatti non si basa su conoscenza diretta dei contenuti delle intercettazioni, che infatti non sono pubblicate, ma riporta “indiscrezioni” non meglio precisate sulle quali si ricostruiscono contenuti che sia i magistrati di Palermo, sia lo stesso Napolitano, hanno definito senza mezzi termini “falsi”. L’evidente forzatura del settimanale è subito apparsa come un attacco esplicito al Presidente della Repubblica, subito ripreso ed amplificato da tutti i quotidiani vicini a Silvio Berlusconi, Il Giornale e Libero in prima fila. L’attacco e la direzione da cui proveniva è stato talmente esplicito che lo stesso Berlusconi è stato costretto a prenderne le distanze con una intervista su un altro quotidiano di sua proprietà, il Foglio.

Eppure la presa di distanze dell’ex premier non ha fatto, a mio avviso, che rafforzare il sospetto che l’operazione sia stata pianificata ed organizzata proprio da lui o quantomeno dal suo entourage. Insomma Berlusconi avrebbe lanciato il sasso contro il Presidente della Repubblica per poi nascondere la mano dicendo “io non c’entro” ma aggiungendo anche una frase significativa “adesso capirà cosa ho provato io”, alludendo agli scandali apparsi sulla stampa (di tutto il Mondo peraltro) che hanno accompagnato la caduta del suo governo. Una ripicca dunque? Una vendetta postuma nei confronti di colui che è visto da molti nel Pdl come il regista di quella caduta? Forse, ma certamente non solo.

Non è un mistero infatti che Berlusconi cominci a ritenere a lui più vantaggiose elezioni anticipate a Novembre, anche per anticipare una eventuale condanna al processo Ruby, mentre il Presidente Napolitano è decisamente contrario ad interrompere la legislatura – e il lavorodi MarioMonti – prima della scadenza naturale la prossima primavera. In questo quadro l’aggressione di Panorama potrebbe essere un avvertimento, un modo per fare pressione sul Quirinale ed avvisarlo di non mettersi di mezzo un’altra volta. Un metodo, quello di linciare chi è considerato l’avversario di turno, che le testate che fanno capo a all’ex premier non hanno avuto remora ad usare negli ultimi anni con assoluta spregiudicatezza.

Un metodo però che ricorda quelli usati da ben altre “associazioni” e che un Paese sano dovrebbe rifiutare e respingere con sdegno.

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