Il 31 agosto è scomparso il cardinale Carlo Maria Martini: ultimo esponente della Chiesa colta e progressista, aperta al dialogo non solo tra religiosi, ma tra tutti gli uomini.

Un cardinale che non ebbe paura di dire che la millenaria Istituzione è indietro con le riforme di un paio di secoli: un esempio, di fatto, per tutte le persone ed in particolare per i liberali, cattolici e non.

Pochi giorni dopo la scomparsa del cardinale Martini, un’inchiesta pubblicata su Panorama, ci mostra invece il lato più conservatore, bigotto e intollerante della Chiesa romana: tra le colonne del settimanale compaiono infatti le seguenti parole di monsignor Giacomo Babini, Vescovo emerito di Grosseto: “(…), ho già espresso in varie occasioni la mia netta contrarietà alla omosessualità che considero una vera perversione contro natura. Ora se queste cose vengono commesse in tal modo osceno e turpe da sacerdoti, sarebbe il caso, come si faceva una volta, di mandarli in carcere e farceli rimanere a vita”, per aggiungere infine: “io come Vescovo sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si pente e soffre della sua condizione che di questi viziosi. Le dico di più, se mi fosse capitato un pedofilo non lo avrei denunciato, ma cercato di redimere. Un padre come è il Vescovo per un sacerdote, non denuncia i figli che sbagliano e si pentono. Ma con i viziosi bisogna essere intransigenti”.

Le parole di monsignor Babini si commentano da sole. Ma nel tempo la Chiesa, grazie a grandi figure spesso però relegate ai margini della stessa, ha dimostrato di non essere solo dogma e intolleranza. Ci auguriamo, da liberali, che scelga sempre la via del rispetto, del dialogo, ma soprattutto, in certi casi, del silenzio e della preghiera.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI