Il presidente del consiglio Mario Monti continua a negare la possibilità di una riedizione del suo governo anche dopo le elezioni del 2013, ma sono sempre di più invece coloro che auspicano questa soluzione.

Gli imprenditori riuniti a Cernobbio non hanno fatto mistero di gradire e augurarsi che dopo Monti vi sia nuovamente Monti e Pierferdinando Casini ne fa addirittura la sua bandiera politica, spalleggiato dalla Marcegaglia. Altri non lo dicono, ma forse lo pensano, come Berlusconi che, a dispetto di un PDL per gran parte ostile al professore, sa bene come un nuovo governo tecnico sorretto da una grande coalizione lo riporterebbe nella stanza dei bottoni anche con una sconfitta elettorale, assai probabile.

A sinistra forse sono meno entusiasti, ma Bersani sa che un governo quasi-tecnico e una maggioranza di larghe intese, sulla falsa riga di quella attuale, lo solleverebbe dall’arduo compito di affrontare in prima persona una crisi economico-finanziaria tutt’altro che risolta, magari con il fiato sul collo dell’esuberante sindaco di Firenze Matteo Renzi. Anche i sondaggi elettorali mostrano una situazione che difficilmente vedrebbe uscire dalle elezioni un chiaro vincitore con i numeri per governare in tranquillità, specie al Senato, indicando la grande coalizione come risultato probabile per la governabilità.

Eppure Monti nicchia e ripete ad ogni occasione che il suo orizzonte arriva alla primavera del 2013, ma allora chi raccoglierà il testimone del governo dei tecnici?

C’è qualcuno che nicchia molto meno, anzi pare agitarsi moltissimo, anche sui media, e non fa mistero di volersi candidare per avere anche una legittimazione politica ad un eventuale impegno di governo. Costui è il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, ospite continuo di tv e giornali che lo vedono prodigo di suggerimenti, promesse, annunci e consigli, spesso anche non richiesti.

L’ex amministratore delegato di Intesa San Paolo infatti sarebbe gradito a molti nell’attuale panorama politico, e probabilmente anche in quello della finanza e della grande impresa italiana. Primo tra tutti Passera pare piaccia molto a Silvio Berlusconi, nonostante la vicenda delle frequenze digitali Mediaset, e non a caso è il ministro che meno ha criticato il precedente governo, al contrario di Monti che lo ha fatto spesso e duramente.

L’ironia è che proprio coloro che hanno sempre accusato il governo Monti d’essere “il governo dei banchieri” incoraggerebbero l’unico vero banchiere tra i ministri a capeggiare il prossimo esecutivo e saranno probabilmente proprio quelli che più hanno sbraitato in questi mesi a spingere di più per questa soluzione.

Personalmente preferirei di gran lunga Monti a Passera, di cui non mi piacciono i passati non del tutto limpidi da banchiere ed il protagonismo eccessivo da ministro, ma credo che il vero nodo sia nella maggioranza politica che sosterrà il prossimo governo. Una riedizione dell’ABC (Alfano-Bersani-Casini) non risolverebbe la situazione drammatica attuale, infatti il limite maggiore del governo Monti è venuto proprio da questa maggioranza, preda di interessi contrapposti e che non coincidono con quelli del Paese.

Ecco perché comunque le elezioni del 2013 sono di fondamentale importanza; molto potrebbe cambiare infatti se da esse uscisse una maggioranza diversa, con una affermazione di un’area di centro, di ispirazione liberaldemocratica, votata alle riforme di cui l’Italia ha più che mai bisogno. Il problema è che quest’area ancora non esiste e c’è davvero poco tempo per costruirla.

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