Parigi – Altro che promessa da marinaio, come la destra post-sarkozysta la qualificava nell’ormai lontano gennaio 2012. François Hollande e il suo governo presenteranno entro la fine di ottobre la legge di modifica dell’ottocentesco Code Napoléon, concernente il matrimonio e l’adozione tra coppie omosessuali, con l’obiettivo di procedere al voto delle Camere entro la prima metà del 2013. Innamorati dello stesso sesso avranno quindi gli stessi doveri e diritti delle coppie etero, come già avviene in diversi paesi europei: Portogallo, Spagna, Islanda, Belgio, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Non in Italia, come ben sappiamo, dove le riflessioni sull’evoluzione sociale dell’umanità sono ancora ferme all’era paleozoica, dove la sinistra degl’incanutiti Dalema, Veltroni, Bersani e Bindi dice ai gay d’inventarsi un altro istituto, dove non esiste alcuna legislazione in merito alle unioni civili tra coppie omosessuali, chiamate riduttivamente “coppie di fatto”.

La nuova Francia social-democratica di Hollande dà così un grande segnale non solo ai rivali nazionali, ma a tutta quell’Europa (noi per primi) che non ha ancora percepito i mutamenti in atto nella società odierna, e che crede e vuole vivere con i valori degli anni ’50. Un nobile esempio di laicismo, in un paese che già nel 1884, con Alfred Naquet, fece promulgare la legge sul divorzio. Noi, solo grazie alle lotte di Pannella e dei radicali, l’abbiamo ottenuta nel 1970 (con la strenua opposizione della Democrazia Cristiana), e chissà quanto dovremo aspettare per un riconoscimento legale delle unioni civili.

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