L’ondata di proteste e di odio nel mondo musulmano contro l’Occidente, oltre che essere totalmente irrazionale, giacché prende per obiettivo gente e governi che non hanno nulla a che vedere con il lamentato insulto all’Islam, dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, il profondo, radicato fanatismo che regna tra i seguaci di quella religione e che tutte le proteste in contro dei musulmani suppostamente moderati e tutti gli incontri ecumenici, per quanto benintenzionati, non possono occultare. Ne dobbiamo prendere atto una volta di più e agire con la fermezza necessaria perché, se non gli autori materiali di quegli atti criminali – perché si tratta di folle la cui responsabilità collettiva è difficile da colpire – almeno gli ispiratori e organizzatori, che hanno nomi fin troppo conosciuti, siano perseguiti  fin nei loro nascondigli più sicuri, come già è accaduto per Bin Laden. Bene fa il Presidente Obama a promettere castigo e a mostrare i muscoli inviando marines e navi da guerra (però si tratta più che altro di una dimostrazione di forza a beneficio dell’opinione pubblica americana da un Presidente in affannosa corsa elettorale: la lotta al terrorismo si fa con altri più sofisticati mezzi). E ogni Governo occidentale deve essere vigile e attentissimo a impedire, con tutta la forza dello Stato e della legge, che l’ondata di odio contagi anche i tanti (troppi) islamici che vivono tra le nostre mura.

Ma l’orribile vicenda deve anche indurci a meditare sulla portata e i limiti della libertà di esprimere le proprie opinioni, in materia tanto politica quanto religiosa, libertà che esiste largamente in Occidente (e non nei Paesi islamici) e che da liberali dobbiamo difendere, nei limiti, tuttavia, entro cui non si converta in grave offesa e violazione del diritto altrettanto sacro di vedere le proprie opinioni, religiose e altro, rispettate. Perciò sono d’accordo con Hillary Clinton: il film sull’Islam è disgustoso e nulla ha a che fare col pensiero occidentale (ed è davvero spiacevole che a metterlo in scena sia stato un ebreo, cioè un appartenente a quel  grande popolo che tanto ha pagato per la propria fede). Chi ha ideato,  prodotto e diretto il film non poteva non sapere che avrebbe provocato reazioni violente e sanguinose e vi ha cinicamente speculato, per un’indegna operazione tanto commerciale quanto politica. Leggo che il responsabile della produzione non si sente colpevole e nega di avere sangue sulle mani. No, signore! Lei di sangue sulle mani ne ha tanto, ed è il sangue di tutti quegli innocenti, a cominciare dall’Ambasciatore Stevens, che hanno pagato e pagheranno per il suo cinismo. Difendiamo la libertà di opinione, ma pensiamo seriamente a punire chi specula offendendo gratuitamente le convinzioni altrui, specie quelle religiose, che appartengono alla sfera più sacra e intima di ogni persona e così, scientemente, mettono in pericolo la vita di tanti innocenti e sovvertono il corso, già tanto complesso, della vita internazionale.

È una questione di equilibrio: il giusto equilibrio tra la libertà di avere e manifestare le proprie opinioni, e il diritto di chiunque a veder rispettate le proprie idee e credenze. Non è un equilibrio facile ma va trovato, a pena altrimenti di guasti irreparabili.

© Rivoluzione Liberale

3 COMMENTI

  1. Questo articolo porta a riflettere sul delicato tema delle religioni e del loro rapporto con la libertà.
    Non penso, personalmente, che l’ottuso fanatismo (che indiscutibilmente c’è ed è un grande problema) sia ad esclusivo appannaggio di una specifica religione (dell’Islam, come sembra voler sottintendere l’autore, che scrive: “…dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, il profondo, radicato fanatismo che regna tra i seguaci di quella religione…”; “…musulmani suppostamente moderati…”; “…Bene fa il Presidente Obama a promettere castigo e a mostrare i muscoli inviando marines e navi da guerra …”; “…i tanti (troppi) islamici che vivono tra le nostre mura…”), penso piuttosto che il fanatismo sia proprio di tutte le fedi, forse in particolare delle fedi monoteistiche e figlie di una rivelazione: Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo in testa.
    La tolleranza espressa dal “Pantheon pagano” fu forse un momento altissimo per il rapporto religione-civiltà-libertà di culto.
    E’ inutile ricordare gli immondi crimini dei quali si è macchiato, nel corso della sua millenaria storia, anche il Cristianesimo: colpevole di atrocità almeno numericamente superiori a quelle inflitte dal terribile Nazismo, che tra l’altro non fece pagare nulla agli ebrei “per la propria fede” – come ha fatto per secoli il Papa di Roma – ma probabilmente per ragioni altre, mascherate falsamente da motivi prettamente biologici (anche se, chiaramente, ingiustificabili da un punto di vista scientifico serio). Ma, anche qui, il discorso ritorna a piegarsi su se stesso: si potrebbe accusare di “razzismo” anche un popolo, come quello ebraico, che si dichiara “eletto dal Dio unico”; e allora su tutto è doveroso riflettere, evitando di prendere le cose alla lettera, ma interpretando con la ragione e, soprattutto, con il cuore.
    Considerando che l’Islam nacque 600 anni dopo il Cristianesimo; direi che oggi i mussulmani si trovano semplicemente più o meno nella “fase” nella quale i cristiani si trovarono nel Medioevo. Il livello di fanatismo è circa lo stesso, anzi se si pensa che Giordano Bruno fu arso vivo nell’anno 1600… ci sarà ancora da aspettare per vedere placati, come da noi oggi (eccezioni a parte), gli eccessi fanatici e violenti! Eppure noi occidentali siamo (credenti e non) figli del Cristianesimo ed anche delle sue ingiustizie e imperdonabili violenze; e lo sono anche i civili Stati Uniti d’America.
    Ma a parte questi semplici calcoli, che possono non avere alcuna valenza; credo sia doveroso il più assoluto rispetto per tutte le culture nei limiti della reciproca libertà. Penso non ci sia una soglia oltre la quale i Mussulmani in Italia diventino “troppi” (anche perché l’Italiano di certe regioni del Sud ha in sé anche DNA arabo!) e ritengo semplicemente assurde certe giustificazioni anti-Islam sdoganate, in parte, dalla giornalista Oriana Fallaci.
    Potrò sembrare ad alcuni eccessivamente ecumenico: ma la Divinità è UNA e siamo tutti fratelli; il problema del fanatismo è un problema dell’Uomo e andrebbe risolto “tra uomini” e non mostrando i muscoli o facendo persecuzioni (soluzioni che non hanno MAI risolto il problema).
    Ai libri della Fallaci preferisco, pur non essendo cristiano, la frase pronunciata da Gesù: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?…”. Ma ancora di più apprezzo le parole del grande poeta pagano Virgilio, che scrisse: “Omnia vincit amor”.

  2. Dopo l’uscita di questa nota, ho ricevuto sul mio email molti commenti di amici: alcuni di consenso, altri, com’é naturale, di critica. Mi sia permesso di rispondere a questi ultimi. Mio caro GF, mi dici che la libertá di espressione deve essere sacra sopra ogni cosa, anche se costa sangue. E aggiungi che con la mia posizione “riduttiva di essa” giustifico l’ondata di violenza nell’Islam. Non é cosí: l’ondata di odio va condannata senza mezzi termini e i suoi istigatori ricercati e puniti. Ma non confondiamo la libertá di opinione con quella di insultare e offendere i sentimenti degli altri, La linea divisoria esiste e deve essere chiara: devo avere il diritto di professarmi cristiano, musulmano, buddista, ateo e di esporre diffusamente le mie ragioni (per fortuna l’Inquisizione non esiste piú da almeno quattro secoli e nessun rogo brucia piú gli eretici); non posso avere invece il diritto di disprezzare e offendere in modo volgare e gratuito la fede altrui. Chi lo fa, sapendo bene quali saranno le conseguenze, deve essere condannato anch’egli senza mezzi termini. Il suo crimine é solo in apparenza meno grave di chi incendia e uccide. SB mi chiede secondo me cosa dovremmo fare in Italia: ma semplicemente applicare il codice penale, che prevede l’offesa alla religione e ai suoi simboli. Non é, credetemi, difesa dell’oscurantismo, ma di una retta e armonica convivenza tra culture e pesnieri diversi.

  3. Caro Bianchi, apprezzo molto il tono pacato e il fondo generoso del Suo commento. Mi permetta peró di fare alcune chiose. Il richiamo al passato (Crociate, Inquisizione etc.) é giusto, ed io ho fortemente criticato, anche di persona, la mia vecchia amica Oriana Fallaci per le sue posizioni irragionevoli e violente, giustificate forse dallo stato di estrema malattia in cui si trovava e dalla vita di reclusa terrorizzata per le tante minacce di morte ricevute dai fanatici dell’Ayatollah Khomeini, a cui era forzata (l’ho visitata piú volte a New York e viveva in una specie di bunker, con triplici chiavistelli e sbarramenti). Ma i crimini del fanatismo cristiano appartengono a un passato ormai lontano: poi l’Occidente ha avuto l’Illuminismo, la Rivoluzione Francese, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e cosí via e oggi nei Paesi occidentali vi sono liberta religiosa, separazione Stato-Chiesa, rispetto delle opinioni e libertá di manifestarle. Abbiamo tanti torti, siamo lungi dall’essere imperfetti, ma almeno la tolleranza esiste (salvo le punte tragicomoche dei vari Calderoli) ed é radicata nella legge e nel comportsamento delle Autoritá. Non per niente da noi proliferano moschee e altri luoghi del culto islamico, non certo a specchio di analoghe libertá che non esistono in moltissimi Paesi di quel mondo. La stessa Chiesa (forse tardi e ancora poco, lo dico da cattolico che vorrebbe la Chiesa molto piú avanzata) ha riconosciuto i tragici errori e chiesto scusa. Tutto questo, nei Paesi islamici é sconosciuto. Sono, per questo,inferiori a noi? Non lo credo, ma differenti, si, con concezioni della vita e filosofie molto lontane dalle nostre (basti pensdare alla situazione delle donne). Esiste ancora un fanatismo cristiano e, soprattutto, ebreo? Certo si, e ai cristiani ed ebrei “normali” fa orrore: osserviamo tuttavia che questo fanatismo, che ha gravi manifestazioni politiche, non esplode in massacri, incendi, distruzioni, se non di libri o di simboli. Ricordiamoci che, in questi nostri tempi, dovunque, sono sempre, sempre, i cristiani (e talvolta gli islamici moderati) le vittime dell’odio forsennato di chi non tollera libertá, né diversitá. Lei mostra di pensare che questa, nell’Islam, é una specie di malattia di crescenza, venuta sei o sette secoli dopo la nostra: speriamolo, ma non mi sentirei di aspettare con pazienza qualche secolo ancora perché l’Islam diventi illuminista e moderato. Quello che va fatto, va fatto ora, battendo due strade parallele: innanzitutto, perseguire, senza esitazione alcuna, senza scuse, senza tentativi di giustificazione, i crimini terroristici, peché altrimenti non vi sarebbe possibilitá di convivenza civile nel mondo; allo stesso tempo, poribire con tutta la forza della legge le offese alla religione, qualsiasi religione: la libertá di opinione di espressione, che da liberali sosteniamo e proteggiamo, deve trovare un limite chiaro e preciso, nell’obbligo di non offendere la fede e i sentimenti altrui. Il film su Maometto é una vergogna che nessun Paese civile dovrebbe tollerare. Su questo si deve essere fermissimio, ed é davvero singolare che la Giustizia francese vieti la pubblicazione delle foto topless di una ragazzotta inglese diventata principessa e permetta la pubblicazione di vignette e altro materiale insultante per l’Islam. Bene farebbe il nostro Governo a far sapere che atti del genere rientrano nel divieto del codice penale e che mai sará permessa in Italia la circolazione del malfamato film o di altro materiale simile (e lasciamo la Lega sbraitare).
    Da ultimo, la questione dei musulmani in Europa (e in Italia). Caro Bianchi, penso che anche Lei possa convenire che un limite “fisiologico” esiste, al di lá del quale la natura stessa della nostra civiltá, o, se preferisce, della nostra cultura europea: é questa cultura laica che vogliamo difendere, non la Chiesa, anche se questa culturta ha evidenti componenti cristiane che saremmo sciocchi a negare.Siamo gli eredi di Platone, Aristotile, Leonardo, Galileo, Voltaire, Newton, Laplace, Beccaria, Leopardi, Kant, Spinoza,.Croce..Ha mai provato a fare l’elenco dei grandi spiriti europei e non ha concluso che, quanto meno, compensano gli orrori dell’intolleranza religiosa e politica? É questa cultura, ripeto civile e laica, non religiosa, che invece di essere arricchita e resa varia da apporti esterni rischia di essere stravolta. Quali sono i limiti di una presenza aliena? É difficile quantificarli esattamente, ma che esistano é certo. Facciamo qualche conto: immaginiamo una situazione in cui si formi da noi un elettorato di prigine musulmana capace di influire in modo decisivo sulla nostra legislazione e, quindi, di portare avanti norme che si richiamino alla sharia: ci piacerebbe vivere, in prospettiva, in una societá in cui lo status inferiore della donna, la poligamia, ildiritto dei padri di disporre dei figli e soprattutto delle figlie, compreso il permesso di uccidere le figlie se sposano un cristiano, la lapidazione dell’adultera e cosí via, diventino consentite, sia pure per gli appartenenti a quella religione? Non sono torbide fantasie, mi creda. Il Corano l’ho letto, e cosí le varie fatwa e su questi punti sono espliciti, e non ci si venga a dire che molti islamici hanno una visione piú moderata e “buonista”: é Chi vuol capire quello che si sta gestando in Europa, provi a visitare certi quartieri di cittá come la Bruxelles del civilissimo Belgio, dove una donna musulmana viene presa a sassate se osa circolare colla gonna corta e senza chador, e nessun “bianco” (spesso neppure la polizia) osa avventurarsi. L’Islam é una religione grande e con molte glorie al suo attivo. L’Occidente é, se me lo consente, almeno altrettanto grande e glorioso e non vedo perché dovremmo permettere che si adulterino conquiste civili ormai radicate nei costumi secolari e farci tornare a un Medioevo dimeticato e, per fortuna, lontano.

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