A meno di 50 giorni dalle elezioni presidenziali americane, è stato diffuso un video sorprendente che mostra il candidato repubblicano Mitt Romney affermare cose poco lusinghiere sugli elettori Democratici e sui Palestinesi.

Girato ad insaputa del candidato repubblicano durante una manifestazione organizzata il 17 maggio scorso per raccogliere fondi, il video mostra Romney che parla di “mentalità vittimistica” degli elettori democratici e di mancanza di volontà, da parte dei Palestinesi, di arrivare ad un accordo di Pace. In uno degli estratti audio, si sente chiaramente Romney affermare che i Palestinesi “non sono assolutamente interessati” alla pace con Israele e che “il percorso verso tale traguardo è assolutamente impensabile”. Romney sostiene che, se fosse eletto, non proverebbe a tentare di rilanciare il processo di pace israelo-palestinese. “Gestite le cose al meglio. Sperate in una certa stabilità, ma riconoscete che quello rimarrà un problema senza soluzione, posponendo il problema sperando che alla fine, in un modo o nell’altro, succeda qualcosa che lo risolva”, dichiara sempre nello stesso filmato. Il candidato repubblicano, che ha preso posizione in favore di Israele dall’inizio della sua campagna, ha accusato il Presidente Obama di aver “scaricato” lo Stato Ebraico.  Mitt Romney aveva già provocato l’ira dei Palestinesi dichiarando che lo scarto di ricchezza tra Palestinesi ed Israeliani fosse una questione di cultura. Aveva anche provocato la collera palestinese definendo Gerusalemme “capitale di Israele” quando i Palestinesi sperano farne la capitale del loro futuro Stato. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha reagito alle dichiarazioni di Romney definendo queste esternazioni una carenza nella capacità di comando. Anche se si tratta di un “problema difficile”, definire a priori la questione israelo-palestinese insolubile costituisce, secondo Carney, un pessimo approccio. “Il Presidente Obama lavora su questa missione dall’inizio del suo mandato. E’ una questione difficile, ma la pace tra Israeliani e Palestinesi è nell’interesse degli Israeliani, dei Palestinesi e degli Stati Uniti d’America. E il Presidente continuerà a lavorarci sopra”, ha tenuto a precisare Carney.

Nel filmato “fuori onda” Romney se la prende anche con l’elettorato di Obama, descrivendo i simpatizzanti del Presidente uscente come se fossero delle vittime succubi del sistema, che non pagano le tasse, ma che vorrebbero tutto: assicurazione sanitaria, aiuti alimentari e sovvenzioni perla casa. Ilcandidato repubblicano afferma che “il 47% degli americani voterà per il Presidente qualsiasi cosa accada. C’è il 47% delle persone che sta con lui, che dipende dal Governo, che pensa essere una vittima, che pensa che il Governo debba occuparsi di loro, che pensa aver diritto alla copertura sanitaria, ad un tetto, a tutto ciò che vi pare. Questa gente pensa gli sia tutto dovuto e per giunta non paga le tasse”, prosegue Romney a ruota libera. In realtà l’autenticità del video non è stata provata, ma la voce sembra essere proprio quella del candidato Repubblicano che, interrogato sul filmato, ha riconosciuto che quei commenti non fossero stati espressi in modo “elegante”, senza ritirarne alcuno. I “commenti poco eleganti” sono stati immediatamente denunciati dal campo di Obama. La squadra che cura la campagna elettorale del Presidente uscente ha puntato con foga il dito su colui che, a porte chiuse, aveva cancellato con un tratto di penna (e con molto disprezzo) metà della popolazione.

In questa coda di campagna elettorale, la salita sembra essere sempre più dura per Romney. E lui sembra essere il peggior nemico di sé stesso. Dall’inizio moltiplica le figuracce e i passi falsi. Ma da qualche settimana a questa parte sembra si stia superando. In un Paese che venera chi riesce ad aver successo economico, Mitt Romney, l’uomo d’affari di successo per eccellenza, è riuscito a far sembrare la sua ricchezza un handicap, passando per un multimiliardario sconnesso dalla realtà, preoccupato unicamente ad abbassare le tasse per compiacere i suoi amici ricchi. Obama che sembrava essere partito molto male un anno fa, recupera lentamente il terreno perso. Romney fa disperare persino i suoi. Ama ricordare che è entrato in politica per caso. A poche settimane dal voto, accumula soprattutto incidenti diplomatici. Senza sorprendere troppo, il malumore si insidia nel suo gruppo. Certamente i giochi non sono ancora fatti, i sondaggi dimostrano che lo scarto è ancora debole. I tre grandi dibattiti attesi in Ottobre saranno determinanti. La Storia americana invita ad una certa prudenza. Essere un grande gaffeur non impedisce il successo. Nel 1980, il candidato Repubblicano Ronald Reagan affermava che “gli arabi inquinano più delle automobili”. Questa infelice battuta non impedirà all’ex attore di battere il Presidente uscente Jimmy Carter. Altro esempio “confortante” per Mitt Romney è George W. Bush, che ha occupato la stanza ovale per ben otto anni, malgrado il numero incalcolabile di gaffes, tanto da far guadagnare alla lingua inglese un nuovo termine: bushism.

Nonostante “sé stesso”, Mitt Romney può ancora sperare di farcela. E, chissà, forse avere fortuna.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Cara Jacqueline, le gaffe diplomatiche non impressionano piú di tanto gli elettori americani, che della politica estera si interessano in genere molto poco (e sospetto che non pochi siano d’accordo con la valutazione di Romney sui palestinesi). Ma la frase davvero infelice é quella sul 47% parassitario del Paese e questa penso che la pagherá cara.

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