Parigi – Sessant’anni di vita, di lotte, di difese e di divergenze con la più celebre rivista cinematografica francese, i Cahiers du cinéma, nati e fondati nel 1951 dai critici André Bazin e Jacques Doniol-Valcroze. La rivista Positif festeggia il suo sessantesimo genetliaco, mezzo secolo di riflessioni sulla settima arte, e lo fa organizzando un’appassionante serie di proiezioni sullo sfondo del Forum des Images, a pochi passi dal Centre Georges Pompidou. Tra i titoli scelti da Michel Ciment, attuale direttore della rivista, figurano indimenticabili capi d’opera dell’arte dei fratelli Lumière: 2001, Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, Il fascino discreto della borghesia di Luis Bunuel, Le Iene di Quentin Tarantino, Otto e mezzo di Federico Fellini, Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, ma anche film meno conosciuti all’estero, come Una vita difficile di Dino Risi, capolavoro della commedia all’italiana dai toni amari.

Una commedia, appunto, accostata alle grandi opere drammatiche del secondo novecento, per confermare un orientamento critico indirizzato verso la scoperta di ogni forma estetica, senza pregiudizi e distinzione di genere, come invece accadeva, e accade tutt’ora all’interno dei Cahiers du cinéma. Una scelta che, fin dal 1952, anno del suo concepimento a Lione, ha distaccato Positif dall’ultra-elitarismo della rivista in cui Godard, Truffaut, Rohmer e Rivette avevano iniziato la loro attività di critica cinematografica, e che ha permesso, tra le varie battaglie condotte durante gli anni sessanta, di riscattare l’intero genere della commedia all’italiana, “elevandolo” meritevolmente a cinema d’autore. Joyeux anniversaire e lunga vita a Positif!

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