Lo svolgimento del Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano in terra di Romagna, nella cittadina marinara di Cesenatico, ha offerto, tra gli altri lo spunto per un embrione di dialogo tra forze che potrebbero realizzare proprio da questi territori un laboratorio politico in grado di dare un esempio nazionale.

L’occasione è stata infatti ghiotta per riunire esponenti di partiti che guardano tutti verso quel centro liberaldemocratico e repubblicano oggi ancora molto frammentato, ma che potrebbe e dovrebbe arrivare a unirsi per un progetto comune. I vertici del PLI, locale e nazionale, hanno incontrato esponenti locali e regionali di Futuro e Libertà per l’Italia, Partito Repubblicano Italiano e UDC, con i quali già da tempo esistono contatti e rapporti, per provare a delineare un percorso che insieme si potrebbe intraprendere verso la formazione, anche a livello nazionale, di quell’aggregazione di centro liberaldemocratica di stampo europeo che nel nostro Paese manca e che, a nostro avviso, servirebbe invece assai.

Proprio in una regione difficile come l’Emilia Romagna, infatti, queste forze possono sentire l’esigenza di collaborare più che altrove proprio per la particolarmente ostica situazione politica in cui si trovano ad operare da sempre. Il sistema di potere ultradecennale della sinistra qui ha infatti usato la contrapposizione “urlata” col Pdl per soffocare, almeno negli ultimi 18 anni, qualunque altra voce che responsabilmente si differenziava dal tifo calcistico tra le due fazioni, spesso contrapposte solo all’apparenza, ma consociative nelle pratiche di gestione del potere.

Le forze di centro qui sono quindi state compresse probabilmente più che altrove e questa condizione le ha forse rese più consapevoli di dover unire le forze. Per questo forse proprio l’Emilia Romagna può svolgere meglio di altri un ruolo di incubatrice politica per un progetto comune.

La strada è ancora in salita, ma le scadenze elettorali e la sopraggiunta inarrestabile crisi dei due maggiori partiti del bipolarismo muscolare, traditi da una mancanza di idee e principi e da una classe dirigente rivelatasi inadeguata, se non spesso impresentabile, aprono con urgenza, davanti a chi ha resistito a questo ambiente ostile, praterie di consenso che vanno conquistate con un progetto di buona politica e di buona amministrazione, pragmatico, serio e credibile, basato su principi morali antichi – ma oggi ancor più attuali – ai quali si ispirano.

Questo sforzo di sintesi e di intelligenza politica occorre farlo subito, per conquistare gli spazi lasciati sguarniti dall’implosione del sistema di potere Pdl-Pd, prima che sia l’antipolitica a farlo. 

© Rivoluzione Liberale

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2 COMMENTI

  1. Vorrei aggiungere che il 29 settembre scorso ho ascoltato con molta attenzione il discorso di saluto del Sindaco di Cesenatico al Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano. Non è stato un discorso rituale di saluto, ma un discorso politico intelligente e sinceramente rispettoso della compagine liberale che in loco è all’opposizione della Giunta presieduta dallo stesso Sindaco. Un rispetto che non ha niente di strumentale, ma è il riconoscimento agli Uomini del PLI di quella serietà politica di cui ormai si ha bisogno nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni e nel Paese. Ecco perché Stefano Angeli, autore dell’articolo e Segretario Regionale del PLI Emilia Romagna, è l’espressione di una squadra di politici che rappresentano il vero cambiamento.

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