Fino al 9 ottobre, il Marca (Museo delle arti di Catanzaro) ospiterà la mostra “BerlinOttanta. Pittura irruenta”, curata da Alberto Fiz, e dedicata all’arte nella capitale tedesca prima della caduta del Muro. Dopo l’esperienza video-fotografica “Community. La ritualità collettiva prima e dopo il web”, il museo calabrese continua così a sorprendere in ambito artistico/avanguardistico, offrendoci una selezione di ben settanta opere di artisti quali Georg Baselitz, Rainer Fetting, Karl Host Hödicke, Helmut Middendorf, Salomé e Bernd Zimmer, protagonisti indiscussi di un’epoca di forte e necessario cambiamento.

Furono infatti anni irrequieti gli ’80, in cui giovani provenienti da tutta Europa si riversarono in una Berlino dannatamente ferita, ma crogiolo di arti, eccessi, genialità e creatività, dal cinema di Fassbinder all’electro-pop intellettuale di Bowie, dagli esperimenti minimalisti dei Kraftwerk fino appunto all’irruenza pittorica dei Neuen Wilden, i neoespressionisti tedeschi, equivalenti in Italia alla Transavanguardia di Sandro Chia, Enzo Cucchi e Franceso Clemente.

Rabbia punk, sulla scia dei Sex Pistols, e senso d’inquietudine univano questi Nuovi Selvaggi, che, per esprimere la loro illimitata creatività, amavano riunirsi nei rioni popolari e nel celebre quartiere di Kreuzberg, andando appunto a formare il cosiddetto Kreuzberg Mishung. Un miscuglio che iniziò alla fine degli anni settanta, quando fondarono a Berlino la galleria d’arte autogestita a Moritzplatz, che segnò la loro prima affermazione artistica, figlia di un forte sentimento di rivolta sia nei confronti dei canoni estetici imposti dai movimenti dominanti nel mondo dell’arte, che nei confronti del contesto storico-politico della capitale tedesca. Una città dilaniata e divisa a metà, che i Neuen Wilden hanno saputo riunire e riscattare attraverso la loro arte.

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