Il penoso spettacolo che la classe politica italiana sta dando di sé in questi ultimi anni provoca certamente danni a vari livelli, non ultimo quello economico, a causa di sperperi e sprechi che ancora solo in minima parte sono stati svelati, ma il danno più grave, a mio parere, è un altro. Tra gli elementi fondamentali che fanno di una comunità una nazione è lo spirito di appartenenza, un sentimento comune di solidarietà reciproca tra connazionali, uno spirito di corpo che naturalmente porta il cittadino di un Paese a fare sacrifici e ad offrire, in momenti di crisi, le sue energie, i suoi beni e sé stesso in sostegno e a difesa della casa comune. Senza questo spirito una nazione cessa di esistere e, in caso di crisi, è destinata a disfarsi o ad essere conquistata.

La perdita dei valori di una politica che i vecchi partiti avevano, nonostante tutto, ha portato i partiti odierni e l’attuale classe politica ad un decadimento dagli aspetti ormai grotteschi e da farsa triste.

Purtroppo la crisi economica ha accentuato l’impatto sull’opinione pubblica dei mille scandali che la politica italiana ci ha riservato, in un crescendo imbarazzante specie negli ultimi tempi, ed ha contribuito a minare alla base proprio quello spirito di appartenenza che i cittadini dovrebbero sentire per il proprio Paese. Questo ci rende oggi particolarmente vulnerabili, esposti alla conquista da parte di populismi, da parte di pifferai magici, da parte di centri di potere interni e internazionali, più o meno occulti.

Alla crisi e agli scandali poi s’aggiunge l’oppressiva presenza dello Stato sotto forma di una burocrazia soffocante e di una pressione fiscale oltre i livelli di tolleranza. Tutte cose che fanno percepire al cittadino lo Stato come nemico e non come alleato.

Non è questo un discorso nazionalista, né xenofobo o localistico, ma vuole essere la riflessione su quali sono i sentimenti e le motivazioni che tengono unita una nazione, tengono insieme un popolo e di come queste motivazioni le si possono perdere.

Perdere l’identità nazionale, lo spirito di corpo, il sentimento di appartenenza, la solidarietà nazionale, quella solidarietà che supera qualunque differenza di ceto o di classe sociale in nome della nazionalità, è la peggiore sciagura a cui un Paese può andare incontro.

Un tale spirito inoltre, una volta perduto, è difficile da recuperare e anzi i tentativi di recuperarlo possono, – questi sì – eccedere facilmente in nazionalismi estremisti. Lo stesso fenomeno leghista è ascrivibile a questa reazione per cui la mancanza di fiducia nello Stato centrale porta a nazionalismi xenofobi regionali, localistici e isolazionisti.

Per questo crediamo ci si debba augurare che dalla crisi in cui versa la politica italiana oggi riesca a far uscire una risposta equilibrata e credibile, prima che sia troppo tardi, una risposta che possa fare fronte non solo alla crisi economica, ma anche alla crisi di fiducia nelle istituzioni democratiche, nello Stato, nelle rappresentanze politiche.

Dobbiamo augurarci, e dobbiamo lavorare, perché dalla crisi scaturisca una proposta politica che faccia ritrovare lo spirito nazionale, ci permetta ancora di sentirci un popolo, ci faccia ancora battere il cuore davanti alla nostra bandiera e ci consenta ancora di essere orgogliosi d’essere Italiani. 

© Rivoluzione Liberale

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