Nonostante sia il suo più acerrimo nemico, Grillo ha ripercorso la velocissima ascesa di Berlusconi nel ’92.  Benché il paragone possa sembrare strano, ci sono diversi fattori che possono essere presi come riferimento per una comparazione.

Se Berlusconi cambiò il modo di fare campagna elettorale attraverso l’uso dei media tradizionali, Grillo lo ha fatto con i nuovi mezzi di comunicazione, ossia la Rete, ed è riuscito a smuovere un elettorato assopito da un modo ormai surclassato di fare politica. Di certo questo successo gli deve essere riconosciuto, come fu riconosciuto a Berlusconi a suo tempo, ma il Vaso di Pandora grillino comincia a mostrare diverse crepe.

Oggi è possibile notare un costante calo dei sondaggi di M5S. Nonostante viaggi costantemente sopra il 15%, il 20% di luglio è già lontano. Ma a cosa è dovuta questa flessione? In primo luogo il recente scandalo Favia sul dirigismo interno ha sicuramente fatto storcere al naso a diverse persone, illuse da uno pseudo rinnovamento lanciato dal movimento grillino. Un altro elemento di crisi è sicuramente la difficoltà organizzativa dei neo amministratori del Movimento. Il vantaggio/svantaggio della condivisione politica dal basso è stato quello di avere una classe dirigente assolutamente impreparata,  senza alcuna esperienza pregressa né di militanza partitica né di amministrazione locale. L’estensione della partecipazione politica alla società civile è stato il successo del Movimento 5 Stelle e contemporaneamente il suo tallone d’Achille.

Altra ragione del calo nei sondaggi è sicuramente l linguaggio usato da Beppe Grillo. Se per la sua ascesa politica e i suoi spettacoli, all’inizio è stato produttivo, ora in un contesto di attività politica reale risulta totalmente inadeguato e la gente comincia ad esserne insofferente. Se già fuori dal contesto politico la sua satira del turpiloquio risultava eccessiva e monotona, figurarsi all’interno di tale sistema.

Insomma Grillo sta cominciando a perdere colpi per l’incapacità di contestualizzare politicamente il suo movimento, per la monotonicità della sua azione e per l’inconsistenza delle proposte e soprattutto per un grande fattore molto determinante: nonostante Grillo sia leader indiscusso della comunicazione digitale, l’Italia è ancora ancorata al sistema propagandistico tradizionale della seconda repubblica, ossia tv e stampa. Poco spazio qui significa poca visibilità e quindi calo dei consensi. Molti hanno paura che il grillismo non possa essere una meteora del nostro sistema politico, ma se continuerà sulla strada intrapresa senza una capacità di struttura e senza la minima competenza dei propri amministratori, la “buona stella” di Grillo è destinata a spegnersi velocemente.

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1 COMMENTO

  1. Nel 1988 avevo un amico che aveva una discoteca, e ha ingaggiato Grillo, per una serata.
    É arrivato con la sua Ferrari Testa Rossa, ha parcheggiato sul marciapiede .
    Ha incassato 20.000.000 di lire in nero.
    …e adesso fa il vergine e ci vuole insegnare a vivere!!!!

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