«Muti Ornella, attrice italiana nota anche all’estero, è stata invitata da un tipo in odore di strage verso l’umanità a festeggiare il suo compleanno. Premessa: il tipo (evito il nome per repulsione da polpastrello) festeggia la festa nazionale del suo povero Paese facendolo combinare con il suo compleanno, proprio come fanno gli Inglesi con il compleanno della Regina.

Una festa grandiosa, alla quale erano presenti anche star di altre nazioni.

Hanno molto criticato la Muti Ornella per aver partecipato. Ma con che faccia si critica la scelta di una povera donna di 57 anni, una che ha lasciato memorabili interpretazioni in memorabili film che ora non ricordo? Insomma, la Muti Ornella di fronte al denaro suonante, alla possibilità di mangiare e bere gratis in tempi bui come questi, nei quali non la chiama più nemmeno De Sica Christian, perché avrebbe dovuto rinunciare?

Tutte le star prima o dopo scivolano sul dittatore stragista. D’altra parte la Muti Ornella forse non sapeva nemmeno dove era diretta; avrà pensato sarà uno dei soliti russi miliardari, mi viene a prender con l’aereo privato!

Quello che mi fa arricciare le dita non è la presenza di una come lei che esiste solo se appare, una povera adepta della faccia liscia, del tipo “di dietro liceo, davanti museo”, non è lei che mi manda in apnea. È il fatto che gente come questo criminale possa essere ancora a piede libero, come nelle migliori tradizioni africane, perché l’umano è l’unica razza che non impara dai propri errori.

“Sono molto contenta di essere qui con voi per festeggiare l’anniversario della nascita di Grozny” ha detto Muti Ornella dal palco e poi, pare, si è lanciata in un ballo senza fiato con il dittatore.

E allora mi è venuto in mente il Dottor Zivago, la sua grande passione d’amore per sempre impressa nella nostra mente grazie agli occhi a palla di Sharif Omar; penso ai drammi russi, a quei cori solenni e vedo il fantasma di Rasputin e gli assassini dei Romanov.

E mi viene in mente Anastasia. Che non è una rokkettara ma una povera vittima della storia e della crudeltà degli uomini.

E credetemi, mi viene da piangere a dirotto, consapevole del fatto che non c’è più speranza!»

© Rivoluzione Liberale

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