Senza dubbio migliore di Barack Obama nel suo primo dibattito televisivo, il  candidato Democratico alla vicepresidenza, Joe Biden, non è riuscito a destabilizzare il repubblicano Paul Ryan.

Joe Biden e Paul Ryan avevano entrambi due missioni giovedì sera. Per Biden, 69 anni, quella di risvegliare la base Democratica, a terra dopo la performance apatica di Obama la settimana scorsa, e attaccare Mitt Romney; per Ryan, 42 anni, dimostrare che Romney ha la caratura per diventare Presidente e non fare gaffe interrompendo così la nota dinamica del candidato Repubblicano. Dopo 90 minuti di dibattito vivace e teso, i due candidati alla Vicepresidenza degli Stati Uniti hanno potuto ritenersi al momento soddisfatti.

Nei confronti della politica estera, Paul Ryan ha attaccato l’amministrazione Obama sulla gestione dell’aggressione contro il Consolato di Bengasi. “Ci sono volute due settimane al Presidente per riconoscere che si trattava di un attacco terroristico”, ha esordito. Joe Biden ha replicato giurando che la versione di una manifestazione finita male era stata fornita dall’intelligence, spiegando in sostanza che Romney aveva strumentalizzato la tragedia. “In questo Paese, nel momento del dramma, ci uniamo”, ha tenuto a sottolineare. Sull’Afghanistan, l’Iran o il Medioriente, Joe Biden ha fatto parlare la sua esperienza. “Ho incontrato Bibi (Netanyahu, ndr) più di 30 volte. Non lasceremo che l’Iran si doti di armamenti nucleari”, ha tuonato precisando di “voler rimettere le cose a posto”. “L’Iran è lontano dal poter produrre una bomba nucleare. E se la situazione arrivasse ad un punto di rottura, Barack Obama avrebbe il supporto della  comunità internazionale ”, ha proseguito criticando la politica di “isolamento” di George W. Bush e dei Repubblicani. Paul Ryan ha dichiarato prontamente che Obama  trasmetteva “un’immagine di debolezza” perché aveva “lasciato che la Russia limitasse le sanzioni” imposte a Teheran.

Joe Biden, da parte sua ha attaccato frontalmente Mitt Romney per la sua ben nota affermazione sul 47% degli americani assistiti. “Quelle persone sono mia madre e mio padre. Sono i soldati che rischiano la loro vita, le famiglie che soffrono perla recessione. Secondovoi è normale che Mitt Romney, che guadagna milioni di dollari, paghi le tasse in base ad un’aliquota fiscale più bassa che una famiglia che guadagna 50mila dollari l’anno?”, ha chiesto con gran foga,  assicurando anche che l’Amministrazione Obama non avrebbe “mai privatizzato” il sistema sanitario. Paul Ryan ha fatto il vago quando la moderatrice gli ha chiesto di specificare come Romney contava finanziare la diminuzione del 20% dell’aliquota fiscale per tutti. “Si tratta di una linea di massima” – ha risposto – le misure vere e proprie verrebbero studiate “al momento di un dialogo bipartisan”. Per supportare la sua affermazione ha fatto riferimento a Ronald Reagan e a JFK, ricordando che avevano abbassato le tasse aumentando le entrate grazie ad una crescita forte. “Adesso lei è John Kennedy?” ha ironizzato Biden. Ryan ha parlato a lungo della crisi del debito, affermando con decisione: “dobbiamo affrontare il problema prima che sia lui a placcarci”.

La moderatrice ha chiesto poi ai candidati di spiegare il rapporto tra la fede cattolica e la loro posizione sull’aborto. Per Paul Ryan, “la vita comincia nel momento del concepimento”. La posizione di Romney e dei Repubblicani è chiara: l’aborto può essere applicato solo “in caso di violenza, d’incesto o di pericolo per la salute della madre”. Biden, pur condividendo questa definizione cattolica, è convinto che “non ha il diritto di imporla” agli altri, “è una decisione personale che deve essere presa dalla donna in accordo con il suo medico”.

Con il fiore nel fucile, Joe Biden ha regolarmente interrotto il suo avversario. Ha riso molto ed ha alzato gli occhi al cielo quando Ryan parlava, con un modo di fare a volte accomodante. Di fronte a lui un Ryan che non ha mai perso la calma, anche durante la frase clou della serata, sull’uscita di Mitt Romney sul 47%: “Joe Biden sa che a volte le parole non escono come lo desideriamo”, ha detto alludendo alla reputazione di gaffeur del vicepresidente. “Ma io dico sempre quello che penso”, ha replicato Biden. E’ stata sicuramente una bella partita, ma dal risultato sospeso.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. Grazie Jacqueline! Ancora una volta un articolo interessante e intelligente. Quanta stampa nostra si è occupata di questo dibattito? Forse pensavano che fosse irrilevante trattandosi dei numeri due, ma se Joe Biden è riuscito a rimontare un po’ la china, io credo abbia fatto una cosa utilissima e ora toccherà a Obama tornare all’attacco nei due dibattiti restanti. Penso proprio che lo farà.

Comments are closed.